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L’ora del cambiamento

Scritto da

Gian Paolo Pinton

il 9 febbraio 2018

Quando leggerete questo articolo, saremo nel cuore della campagna elettorale. Un evento politico che sta diventando sempre di più  un’occasione mediatica  per tutta la massa di aspiranti e di scalda banchi parlamentari  di professione. In una situazione drammatica, come si trova l’Italia in questo momento storico, dove il debito pubblico va  ben oltre il 130% del PIL, dove la disoccupazione giovanile tocca la soglia di tre milioni di persone, dove ogni anno più di 100.000 laureati o diplomati italiani vanno all’estero in cerca di lavoro, dove abbiamo quasi un milione di immigrati clandestini,dove non esiste un piano politico  di inserimento e di formazione per gli immigrati legali (esclusi quelli occupati) abbiamo ancora  la pretesa di affermare che il nostro Paese è in ripresa.I dati ISTAT non bastano. Conta la qualità della vita delle famiglie, l’ambiente sociale, la sicurezza della gente. Viviamo una democrazia imperfetta e sotto una dittatura economica- industriale-bancaria, che solo in Italia può imporre al popolo decisioni anti sociali. Ve ne racconto qualcuna:gli aumenti indiscriminati del  gas, della luce, dell’acqua e delle autostrade. Oltre il 5% per citare il dato più basso, salvo alcune tratte autostradali che hanno applicato aumenti a due cifre. L’aumento del 5% da parte del cartello dei provider telefonici, che per portare il pagamento delle bollette da 28 a 30 giorni, ci hanno applicato questo” piccolo ritocco”(con il permesso dei politici?) che molti di noi non l’avranno probabilmente neppure  rilevato.  Per questi casi, noi cittadini per la maggior parte orientati a subire e a non reagire, siamo stati zitti e buoni (come le associazioni di consumatori e i sindacati)mentre è stato fatto  un can-can per i pochi centesimi di euro per i sacchetti ecologici che dobbiamo pagare quando facciamo la spesa. Ma  lo sapete che l’etichetta di carta con il prezzo, che viene applicata al sacchetto, impedisce allo stesso di essere biodegradabili ? Ma di che cosa stiamo parlando? Vi rendete conto della presa continua per i fondelli che tutti noi dobbiamo subire quotidianamente? Questi sono fatti che toccano le tasche di tutti i cittadini.   Ci sono altri fenomeni sociali che preoccupano l’intera popolazione e  deturpano la reputazione del nostro Paese. Mi riferisco alla corruzione che tocca i 100 miliardi di lire, cito il lavoro nero che sfiora pure i 100 miliardi di lire, riporto la cifra  oltre150 miliardi   che tra tangenti sulle opere pubbliche e scandali bancari ha divorato i  fondi pubblici. E nessuno va in galera, salvo qualche pesce piccolo, mentre alcuni politici, banchieri e industriali, che sicuramente sono  stati complici  silenziosi e  registi occulti di queste angherie sociali  criminali,si godono la vita, alla faccia dei 5 milioni di cittadini che vivono in assoluta povertà o non ce la fanno ad arrivare a fine mese con quello che prendono. Parliamo anche delle baby gang che stanno nascendo sempre più frequentemente nelle nostre città e del  fenomeno della droga che sta crescendo e mietendo vittime tra le giovani generazioni e non solo. Non possiamo dimenticarci della lentezza  della Giustizia, per chiamarla con il suo nome; mentre  spesso si dovrebbe chiamare Ingiustizia , visto che lascia impuniti rei e reati che sono sotto gli occhi di tutti.( Vedi scandali Bancari).   Come ultimo passaggio prima di parlare dei programmi dei vari partiti, vorrei segnalare l’irresponsabilità sempre dei politici, nei confronti dell’inquinamento nelle città: PM 10   per mesi oltre le soglie minime, i mancati controlli della rete ferroviaria( quando si decideranno di installare  le cinture di sicurezza anche nei treni?) e i continui rinvii per la messa in sicurezza geoidrologica dei territori a rischio. Di che altro si dovrebbero occupare se non di questi problemi, oltre al dovere di candidare  politici preparati alle prossime elezioni? Invece chi sta arrivando è incompetente e incapace  come abbiamo potuto vedere in centinaia di casi. In questa legislatura abbiamo dei Ministri senza titolo di studio e con esperienze ridicole, che occupano posizioni di rilievo e simbolicamente rilevanti. Nessuno di questi ha mai pensato di reintrodurre nelle scuole medie inferiori l’insegnamento dell’educazione civica e lo studio della costituzione.Non vi sembra il caso di fare una petizione popolare per  la reintroduzione di questa materia, in un momento sociale dove i valori basilari delle relazioni umane, il rispetto delle regole, la tutela della figura femminile e dei diritti ad essa collegati,dovrebbero essere i capisaldi delle promesse elettorali dei vari partiti. E la riforma costituzionale del vincolo del mandato, che ha permesso il cambio di casacca a più di 500 parlamentari in questa legislatura? Di questi argomenti nessuno ne parla in campagna elettorale.   Non provo nemmeno, sia per ragioni di spazio che di nausea, a commentare i programmi dei vari partiti. Ricordo solo l’ammontare economico delle balle stratosferiche che ci stanno raccontando, promettendo di togliere tasse o ridurre costi  o di aumentare i benefici per i cittadini creduloni, in una situazione di bilancio, che farebbe definitivamente allontanare dalla democrazia il nostro Paese e lo farebbe tragicamente affondare con due rischi: o di essere abbandonati dall’Europa o di cadere in mano a una dittatura democratica, attraverso il commissariamento da parte della UE. Per la cronaca ricordatevi che  l’importo totale  delle promesse da marinaio dei vari gruppi politici ammonta a più di 200 miliardi di lire. Ma questo lo sanno gli italiani? Leggetevi un buon libro: “Morale d’impresa.impresa morale” di Filiberto Tartaglia. Edizioni Libreria universitaria.it

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