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Intermodalità

Situazione interporti in Italia

Scritto da

Luca Barassi

il 23 gennaio 2013

Si è svolta stamani a Roma, nella gremita sala conferenze dell’Hotel Atlantic, la presentazione del primo Rapporto sul sistema interportuale italiano redatto da UIR, l’Unione Interporti Riuniti.

 

Dati importanti e sicuramente attesi dagli operatori del settore: un rapporto che ha visto “un impegnativo lavoro di raccolta e soprattutto di omogeneizzazione dei dati di tutti gli interporti censiti, lavoro che rende la pubblicazione di assoluta attualità e indicativa di un effettivo scenario corrente e di sviluppo prossimo future”, ha ricordato il Presidente UIR Alessandro Ricci.

 

Tanti i numeri, ma non solo. Dall’incontro con la stampa è emerso anche un chiaro invito alla politica e al prossimo Governo.

Andiamo in ordine e partiamo dalle cifre: in Italia sono 37,5 i milioni di metri quadrati di aree destinate all’attività interportuale, 32 i milioni di m2 di aree disponibili per attività interportuali, 22,6 di aree infrastrutturate per le attività interportuali, 2,8 milioni di aree terminalistiche e 6 milioni di metri quadrati di aree logistiche.

 

I dati però non sono tutto: “La redazione del Rapporto, oltre all’esigenza di fornire al pubblico dati plausibili e certificati, risponde anche all’urgenza – sottolinea il Presidente, Alessandro Ricci – di confezionare un vero e proprio monito al prossimo Governo e al prossimo Parlamento per concludere l’iter normativo degli Interporti e dei Porti, la cui operatività, dovutamente disciplinata, potrebbe pesantemente e positivamente incidere sull’andamento del PIL nazionale”.

 

Un messaggio che ha rilanciato anche il sottosegretario del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Guido Improta, dopo aver ripercorso le difficoltà che la legge sugli interporti ha incontrato nel suo cammino in Commissione al Senato.

 

I numeri però aprono scenari importanti: il sistema interportuale italiano svela, infatti, un potenziale impressionante di crescita e di sviluppo sia della logistica che del trasporto ferroviario/intermodale.

Gli Interporti, rivela il rapporto, sono strutture solide e collaudate perfettamente integrate nei territori di riferimento con cui interagiscono per uno sviluppo sostenibile e condiviso, pronte a confrontarsi quella ripartenza post-crisi che gli Interporti, dal canto loro, hanno in un certo qual modo anticipato.

 

“E’ evidente, però, che le strategie per gli Interporti vanno collocate in Piani di sviluppo completi e globali che dovrebbero riguardare la logistica e l’intermodalità e senza i quali prevarrebbero individualismi improduttivi e fini a sé stessi”, sottolinea l’URI. Quel che è certo è che questo rapporto non resterà fine a se’ stesso. Infatti è nelle intenzioni dell’associazione continuare questo filone di analisi statistica intrapreso, strutturando un impegno annuale che diversificherà gli approfondimenti di volta in volta sulla base di esigenze condivise e in linea con i trend di mercato. Il prossimo appuntamento con il rapporto 2012 previsto già per questa estate.

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