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Intermodalità

Nuovo Porto intermodale Hi Tech a Venezia

Scritto da

Francesca Lugaresi

il 30 maggio 2014

Venezia ha un nuovo terminal hi-tech interamente dedicato alle Autostrade del Mare, tutti i 400 traghetti merci e passeggeri che oggi giungevano al terminal di Marittima avranno a disposizione aree, servizi e un terminal progettato appositamente per questo specifico settore di traffico.
La prima nave attesa è la ro-pax “Audacia” di Anek Lines da/per la Grecia, il 31 maggio sarà così operativo il nuovo hub intermodale di Porto Marghera. Il terminal di Fusina (Marghera) è uno dei più importanti progetti di infrastruttura portuale realizzato in Project Financing: 230 milioni di investimento (di cui il 70% da fondi privati) e una sinergia positiva tra pubblico e privato che ha consentito di realizzare una struttura all’avanguardia e rispondente alle esigenze del mercato internazionale.

Il progetto è sostenuto dall’Autorità Portuale di Venezia e co-finanziato dall’Unione Europea per 10milioni di euro grazie al progetto Adriamos (programma Ten-T) con l’obiettivo di potenziare le Autostrade del Mare tra Italia e Grecia. Il terminal però guarda oltre, a tutti i mercati europei ed extra-europei, forte della sua localizzazione strategica all’incrocio di tre importanti corridoi europei (Scandinavo-Mediterraneo, Mediterraneo, Baltico-Adriatico), con l’ambizione di diventare un polo logistico capace di supportare e integrare le nuove esigenze del trasporto commerciale incentivando l’intermodalità nella distribuzione delle merci.

La nuova struttura portuale è stata progettata e costruita dal pool di imprese di Venice Ro-Port Mos che, dopo aver bonificato l’area industriale dismessa ex Alumix, oggi inizia anche la gestione del terminal, di tutti i servizi connessi e degli immobili, grazie a una concessione di Autorità Portuale per i prossimi 40 anni.

2 darsene con 4 banchine capaci di ospitare contemporaneamente 4 navi ed una piattaforma logistica dotata di nuovi fabbricati e magazzini, piazzali portuali e parcheggi per un’area complessiva di 36 ettari. Le banchine prospicienti il canale Malamocco-Marghera potranno usufruire di fondali fino a meno 12 metri e, all’interno del compendio verranno sviluppate attività portuali e di servizio destinate allo stoccaggio e movimentazioni merci, cui si aggiungeranno servizi di tipo commerciale e logistico.
Il nuovo terminal è infatti un’efficiente piattaforma logistica dove si incontrano e si interscambiano modalità differenti di trasporto: supporta infatti il tradizionale traffico di veicoli e passeggeri in imbarco e sbarco da navi traghetto, ma è pensato e strutturato per integrare da subito e in modo efficiente il trasporto di container, trailer, cassemobili (ecc), da nave a treno e viceversa con l’obiettivo di ridurre costi e tempi di consegna.

«Questa nuova sezione del porto è stata pensata quasi dieci anni fa con l’obiettivo di preparare il porto di Venezia allo sviluppo dei traffici intra-mediterranei destinati a crescere allo svilupparsi delle economie che si affacciano sulla costa sud dal Marocco alla Turchia. Ma oggi dobbiamo soprattutto dire che abbiamo  mantenuto una promessa fatta alla città solo l’anno scorso. Quella che ci consente di dire che da sabato 31 maggio 2014, la totalità delle navi traghetto – oltre 400 traghetti all’anno – che entrava in laguna dalla bocca di Lido e passava davanti San Marco e Giudecca scaricando o caricando veicoli che attraversavano il Ponte della Libertà, entrerà in laguna attraverso la Bocca di Malamocco, approderà a Fusina e farà transitare i oltre 500 veicoli in meno al giorno per il Ponte della Libertà.
Ma tornando al progetto originale questa è un’operazione che segna anche altri due traguardi: la riconversione e la bonifica di un’area dismessa di Porto Marghera e il successo della formula del partenariato pubblico-privato, una soluzione capace di sostenere lo sviluppo infrastrutturale del Paese -  ha dichiarato il presidente dell’Autorità Portuale Paolo Costa.
Il traffico traghetti merci e passeggeri, uno dei settori che contribuiscono allo sviluppo del porto di Venezia, nel 2013 ha raggiunto quota 1 milione e 200 mila tonnellate di merce movimentata.
Le linee già attive tra Venezia e i porti greci possono essere considerate, a tutti gli effetti, una infrastruttura di trasporto europea che soddisfa pienamente le indicazioni comunitarie in tema di trasporti all’interno dell’Unione. Ma oggi si aprono prospettive concrete di sviluppo anche con i Paesi situati sulla sponda sud del Mediterraneo e con la costa est dell’Adriatico.
Agli operatori internazionali, da oggi, il porto di Venezia offre un’area dedicata ed efficiente che può vantare connessioni ferroviarie e stradali che aprono le porte ai mercati di mezza Europa».

«Il futuro del trasporto commerciale non passa certo per la sola gomma – spiega Gianfranco Zoletto, presidente di Venice Ro-Port MoS – E’ una questione economica, ma anche di sostenibilità. Integrare gomma, ferro e nave è un’ottima strada per essere efficienti e per ridurre l’impatto ambientale. Questo terminal è il primo in Italia costruito e pensato per rispondere a questa esigenza e semplificare la costruzione di nuove rotte commerciali, più aderenti al mercato e alle sue nuove esigenze. E’ un’infrastruttura realizzata ricorrendo alle migliori tecnologie e votata all’efficienza».

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