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Il commercio illegale dei pallet

Scritto da

Francesca Lugaresi

il 25 aprile 2013

Oltre 70 militari della Guardia di Finanza di Forlì impegnati su tutto il territorio nazionale per l’esecuzione di 21 perquisizioni: è questo il momentaneo epilogo di un’articolata e complessa indagine sul commercio illegale di pallet in legno, guidata dalla Procura della Repubblica di Forlì, che ha portato alla denuncia di venti persone per emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. L’ammontare complessivo delle fatture false è stato quantificato in oltre 61 milioni di euro, mentre l’imposta sul valore aggiunto evasa ad oltre 12 milioni.
Il sistema di frode individuato consentiva agli imprenditori denunciati non solo di risparmiare sull’IVA, ma anche di vendere i pallet in legno ad un prezzo inferiore a quello di mercato, ponendo così in essere una concorrenza sleale nei confronti dei soggetti che operano lecitamente. Le indagini della Procura sono partite in seguito ad alcune interrogazioni parlamentari, dalle quali si è appreso che alcune aziende della grande distribuzione assistono da tempo al dilagare di fenomeni illeciti legati all’acquisto ed alla rivendita di pallet in legno, fenomeni in relazione ai quali diversi consorzi ed associazioni di categoria operanti nel settore hanno manifestato un’esigenza di tutela.
Soddisfazione per l’azione della Guardia di Finanza arriva da Conlegno, il Consorzio che gestisce su tutto territorio nazionale i marchi di qualità EPAL e FITOK ed ha il compito di tutelarli contro qualsiasi tentativo di contraffazione e abuso denunciando le imprese che fanno concorrenza sleale tramite la movimentazione di pallet irregolari.
“L’attività di tutela legale effettuata da Conlegno in collaborazione con alcune importanti società di ispezione – ha dichiarato Fausto Iaccheri, Presidente di Conlegno –  è indirizzata non solo contro tutte le forme di utilizzo illegale dei marchi gestiti dal Consorzio, ma soprattutto va a sostegno delle attività dei nostri consorziati che operano nel pieno rispetto delle normative”.              
Caratterizzata da oltre 3.500 controlli sulla qualità all’anno, l’attività di tutela legale portata avanti da Conlegno ha consentito nell’ultimo periodo, spesso in collaborazione con Assoimballaggi-FederlegnoArredo, la realizzazione di importanti azioni congiunte con la Guardia di Finanza contro varie forme di abuso e contraffazione commesse da operatori che cercano di trarre illegalmente profitti dall’immissione nel mercato di pallet irregolari.
“Fra le venti persone denunciate – precisa Ettore Durbiano, presidente di Assoimballaggi e primo presidente di Conlegno – non compare alcun iscritto al nostro sodalizio. Tale circostanza testimonia una volta di più l’importanza delle associazioni di categoria non solo per assicurare che i propri soci realizzino e commercializzino prodotti sicuri e di qualità, in linea coi più alti standard internazionali, ma anche per garantire la correttezza amministrativa e fiscale del loro modus operandi, il tutto a garanzia del cliente finale. Non è dunque un caso che gli operatori della Guardia di Finanza, nel condurre le loro indagini, si rivolgano in prima battuta proprio ai nostri associati, che sono aziende sane e con i conti in ordine, quindi in grado di esibire tutta la documentazione necessaria.”
“Nonostante i continui controlli sulle aziende – afferma Sebastiano Cerullo, segretario generale di Conlegno – persiste purtroppo un circuito parallelo di furti e danneggiamenti che genera sacche di inefficienza in una rete di libero mercato. Occorre un maggiore controllo sugli operatori logistici e su tutta la filiera perché qui il problema non è del pallet, ma della sua gestione.”
A tal proposito, grandi energie sono costantemente impiegate da Conlegno anche contro l’abusivismo diffuso nell’ambito del mercato del “compro/vendo bancali”, il fenomeno per cui numerosi operatori del settore espongono insegne più o meno provvisorie con la dicitura “Ritiro bancali” o “Compro e vendo bancali”, anonime e senza alcuna denominazione sociale. Questi soggetti di fatto gestiscono grossi quantitativi di pallet usati ignorando le disposizioni in materia ambientale, di sicurezza sul lavoro e di prevenzione degli incendi, commercializzandoli senza emettere fatture o ricevute: “La tolleranza dell’abusivismo – conclude Fausto Iaccheri – incoraggia e permette la sopravvivenza di soggetti che operano nell’illegalità, con tutte le ripercussioni ambientali, economiche e sociali che ne conseguono”.


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