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Aziende e strategie

Fedespedi, al via un Programma Servizi 4.0

Scritto da

Federica Lugaresi

il 19 Aprile 2018

Gli spedizionieri e la logistica: più innovazione e digitale per portare il Made in  Italy nel mondo

Subito un Programma nazionale di Servizi 4.0 per accompagnare l’innovazione, la rivoluzione digitale e gli investimenti in formazione della logistica e degli spedizionieri, protagonisti della distribuzione del Made in Italy nel mondo. Siamo pronti a cogliere le sfide della digitalizzazione – ha dichiarato Roberto Alberti, presidente di Fedespedi, oggi a Milano – ma occorre che il campo da gioco globale sul quale lavoriamo ogni giorno abbia regole uguali per tutti”.


Nell’intervento al convegno “Le nuove frontiere delle imprese di spedizione: e.commerce, ambiente e lavoro”, Alberti ha lanciato la proposta di un Programma nazionale Servizi 4.0 da affiancare a Industria 4.0, per “fare squadra” e portare così i prodotti italiani il più efficientemente possibile a destinazione. “Noi spedizionieri, grandi e piccoli, siamo gli ‘organizzatori del caos’, coloro che gestiscono la catena logistica per far viaggiare le eccellenze del Made in Italy, la moda, il design, la meccanica e la meccatronica, l’agro-alimentare, in ogni angolo del pianeta. Creiamo valore per le imprese manifatturiere seguendo, anche fisicamente, la merce ovunque”.


E’ necessario quindi un salto di qualità: “Noi siamo pronti a investire in digitalizzazione e a valorizzare il capitale umano per diventare veri e propri consulenti di chi produce ma chiediamo anche che la Pubblica Amministrazione faccia altrettanto, migliorando in maniera decisa i propri servizi, anche per favorire le sinergie con gli operatori privati. Meno burocrazia, pratiche e controlli più fluidi e veloci, maggiore efficienza di Dogane, Guardia di Finanza, sanità pubblica. Insomma al nuovo governo chiediamo un Programma Servizi 4.0”, ha continuato Alberti.


Nell’aprire i lavori, a cui hanno partecipato oltre un centinaio di operatori del settore, Matt Stone, di McKinsey and Co., ha spiegato come i trend del commerciale mondiale stiano cambiando: India e Africa diventano i principali mercati emergenti, il trasporto dei beni intermedi aumenta per effetto dell’ulteriore frammentazione dei processi produttivi, i container crescono ancora, poco però, mentre lo stampaggio in 3D decolla, ma senza intaccare troppo i volumi del trasportato. E avanzano anche nuovi modelli di business. “La digitalizzazione, i big data, l’automazione cambiano lo scenario competitivo e propongono sfide inedite agli spedizionieri, Amazon sta terremotando il mondo della logistica e invadendo ogni segmento della supply chain. Ma niente pessimismo: ci saranno più opportunità di quel che immaginiamo. Vincerà chi si focalizzerà sull’innovazione tecnologica al servizio del cliente, chi saprà ‘stupirlo’”.


Affrontato anche il tema della sostenibilità in ambito logistico/spedizioniere: in primis, la sostenibilità economica, ovvero la capacità di rispondere ai nuovi canali di vendita che creano nuovi mercati e modelli di business, cogliendo le opportunità e fronteggiando le minacce e poi sostenibilità ambientale, che può diventare un elemento con cui competere nel mercato. “Non esistono consegne gratis – è stato sottolineato in diversi interventi – qualcuno che paga c’è sempre. E attenzione all’impatto sull’ambiente della moltiplicazione disordinata delle spedizioni all’utilizzatore finale”.


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