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Finanza a chimometri zero

Scritto da

Patrizio Comi

il 16 giugno 2013

Sembra impossibile a chi vive questi tempi e per mestiere dovrebbe osservarli e sistemarli, far rientrare il 2012 in categorie dai perimetri definiti. Un anno molto faticoso per le famiglie italiane, che ha messo in luce un’Italia dai molteplici profili. Ma uno su tutti domina: la non passività degli italiani, la loro mobilità nel cercare con caparbietà, soluzioni alla crisi.

Il 2012, quinto anno della crisi, si è rivelato fin da subito denso di novità e impegnativo per i cittadini su più fronti, a partire dall’eccezionalità del governo tecnico. In tempi brevi gli italiani hanno dovuto accettare provvedimenti spesso non graditi e percepiti come imposizioni al fine di “turare le falle”! Ancor più complesso è stato l’inizio del 2013, avviato con i toni accesi della campagna elettorale e caratterizzato dai risultati incerti usciti dalle urne. Le elezioni quest’anno hanno visto il più alto tasso di astensionismo della storia della Repubblica: un cittadino su quattro non ha espresso alcuna preferenza su chi doveva portare avanti il futuro del Paese. Ma allo stesso tempo sono nati partiti significativi, di maggioranza relativa, nel breve volgere di settimane. Sia nell’astenersi che nel partecipare, il senso del movimento e della ricerca di una soluzione, sembra presente negli italiani. I risultati elettorali sono dunque lo specchio di un italiano che, pur nel contesto di recessione ed immobilismo, non vuole restare fermo: è accorto e afferma con forza di essere “in cerca di un interlocutore” in diversi ambiti: la rappresentanza politica, la rappresentanza nelle esigenze di consumo e risparmio.

L’individuo distingue i segnali che provengono da un ambiente vissuto potenzialmente nemico e al contempo vigila per cogliere al volo le nuove opportunità. In tutto questo, una morale: non sono più le grandi idee e i grandi ideali a prendere il sopravvento: oggi ciò che è utile e serve nell’immediato diventa anche etico e auspicabile.

La conseguenza, in fondo, non è così critica per istituzioni e settori: significa in fondo che c’è spazio anche per settori e player imperfetti, ma in grado di portare, pur nella loro imperfezione, sollievo fattivo alle famiglie. E lo stesso vale per la finanza, anch’essa con le sue imperfezioni (è sempre fra i principali accusati di aver creato la crisi, in fondo...). Emerge ad esempio un rinnovato interesse per i temi della finanza, soprattutto nelle forme della protezione del denaro. Il risparmiatore si rivolge a soluzioni che gli consentano di proteggere il denaro accantonato per tenerlo il più possibile vicino a sé.

 

Cerca sempre una finanza a km zero, facile e comprensibile e soprattutto liquidabile immediatamente con rischi di volatilità il più possibile nulli. Mentre l’investitore vorrebbe tornare ad essere protagonista, dopo un lungo tempo che è rimasto a guardare, ma senza perdere la relazione con il proprio denaro. La cedola, i fondi a scadenza, sono in fondo una modalità per realizzare questo obiettivo psicologico. Uno scenario, quindi, che forse, più che nel recente passato, dimostra una grande reattività e tensione e può rivelarsi condizione davvero preziosa per l’offerta finanziaria, laddove questa si dimostri capace di agire in accordo con le nuove tendenze che stanno emergendo con forza alla luce del sole. ■

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