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Come si muove il movimento terra?

Scritto da

Ferdinando Tagliabue

il 9 Marzo 2016

Sul prossimo numero di Trasportare Oggi in Europa ci sarà un ampio speciale sul comparto, con qualche anticipazione di ciò che vedremo al Bauma. Una analisi del settore ve la anticipiamo qui

In molti Pesi europei l’edilizia abitativa si sta riprendendo e tante famiglie sono alla ricerca di abitazioni nuove o da ristrutturare privilegiando la tendenza all’acquisto di immobili invertendo la tendenza all’affitto. Anche a questo proposito va fatta una semplicissima osservazione: le macchine, le attrezzature e persino i materiali che vengono impiegati nel campo dell’abitativo nuovo sono diversissimi rispetto a quelli che si utilizzano negli interventi di ristrutturazione, quindi ulteriori differenze dell’andamento del mercato.

In tanti Paesi europei l’edilizia non abitativa è pressoché ferma. Gli anni della crisi hanno fatto calare drasticamente il numero delle imprese attive e di conseguenza l’offerta di capannoni industriali supera di gran lunga la domanda (laddove domande vi è). A ciò si aggiunga il trasferimento di numerose attività produttive nell’Est Europa, con il conseguente svuotamento di capannoni in certe aree e la necessità di costruirne in altre.

Gli anni della grave crisi che ha afflitto il mercato mondiale, ha provocato un pressoché totale blocco dei grandi lavori destinati alle infrastrutture, specialmente quelle stradali, autostradali, ferroviarie ma anche portuali. E ciò ha avuto come conseguenza una profonda contrazione del mercato delle macchine movimento terra e dei veicoli da cantiere. Certo non è stato così ovunque e molte aree si sono trovate in piena attività con costruzioni di strade, ponti, ferrovie, dighe ecc.

La Cina ha assorbito quantità impressionanti di macchine e attrezzature per le costruzioni e le imprese cinesi si sono date da fare tantissimo non solo in patria ma anche sui mercati esteri ed in particolare in Africa. La Russia ci ha fatto assistere ad una crescita formidabile ma anche ad un’altrettanta formidabile e rapida crisi a causa di problemi politici che difficilmente potevano essere previsti ma che hanno fortemente influenzato il mercato.


L’EFFETTO CINA

Cosa è cambiato dal 2012 nel mercato del movimento terra? Sicuramente è venuto a mancare l’enorme contributo fornito dal mercato cinese che ha subito un forte ridimensionamento negli investimenti in macchine e nelle costruzioni. A questo proposito basti pensare che tra il 2009 ed il 2011 il mercato cinese del movimento terra rappresentava più di un terzo del mercato mondiale mentre nel 2014 il suo peso è arrivato a superare di poco il 16%.

Più specificamente ampliando la visuale possiamo affermare che dal 2017 al 2014 i mercati europei nel loro insieme sono fortemente calati passando dal 35 al 20%; il Nord America, dopo una fase difficile nel 2017 – 2008 ha ripreso quota mentre gli altri paesi emergenti, ovvero India, Sud America e resto del mondo si sono mantenuti sostanzialmente stabili.

Se guardiamo ai primi nove mesi del 2015, il mercato mondiale delle macchine movimento terra si è attestato attorno alle 500 mila macchine con un calo dell’11% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente con crescite che hanno riguardato solo i mercati dell’India e del Nord America, rispettivamente con 23 mila e 148 mila macchine.

Nell’Europa Occidentale si segnala la crescita del mercato spagnolo (quasi raddoppiato ma sempre su livelli molto bassi) e quello olandese. Per quanto concerne invece l’Europa Orientale va segnalato il vero e proprio crollo del mercato russo (-70%) e i cali registrati da Turchia e Repubblica Ceca. Buone notizie per quanto concerne il mercato Italia che nei primi nove mesi del 2015 ha fatto registrare un aumento di 1300 macchine rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente pari ad un +30%.

UNA LENTA RIPRESA

Per quanto concerne il futuro si può dire che la ripresa dell’economia mondiale stia procedendo con un passo moderato e la dinamica dell’economia mondiale dovrebbe mantenersi su ritmi inferiori a quelli del ciclo espansivo precedente la crisi (anche perché parzialmente alimentato da fattori irripetibili), riportandosi in linea con la crescita media che ha caratterizzato gli anni Novanta.

Se osserviamo l’andamento mondiale degli investimenti in costruzioni, possiamo constatare che dopo il forte crollo del 2009, gli investimenti mondiali sono tornati a crescere (all’inizio soprattutto grazie al positivo andamento delle economie emergenti) con una crescita che si è stabilizzato nel 2013-2014 attorno al 3%. E per merito soprattutto del settore abitativo, visto che il mondo dei grandi lavori che cresce poco e “a zone”.

A questo punto viene da chiedersi che cosa fanno i costruttori di macchine e veicoli da cantiere?

Sicuramente sono fortemente impegnati nel contenimento delle emissioni e ciò vale sia per il movimento terra sia per i veicoli cava cantiere che, nonostante siano destinati ad operare in condizioni profondamente diverse e soprattutto in luoghi assai differenti, sono soggetti a regole sulle emissioni che valgono per tutti…anche se non ovunque!

Una tendenza che emerge con estrema chiarezza a livello mondiale è che le piccole macchine, miniescavatori e minipale (prodotti che peraltro da soli rappresentano oltre 1/3 del mercato mondiale delle macchine movimento terra) proseguono il trend positivo già evidenziato nel biennio 2013-’14, risultando le uniche due linee di prodotto con vendite in crescita nei primi 9 mesi del 2015.

Dopo la stabilità che ha caratterizzato l’intero 2014, invece, gli escavatori cingolati, che rappresentano poco meno di un quarto dell’intero mercato nel suo insieme hanno subito un forte calo( meno 23%) nei primi 9 mesi del 2015.

Pale gommate e terne hanno fatto registrare entrambi cali prossimi al 15% anche se le quantità che caratterizzano i due tipi di macchine sono molto diversi rispettivamente 82 mila e 43 mila.

Anche il segmento dei sollevatori telescopici (38 mila macchine vendute nei primi nove mesi del 2015) ha subito un calo del 3% circa. Più marcato il calo dei dumpers (circa 5%) anche se il mercato è limitato a circa 5 mila unità.

Il mercato dei graders è quello che ha subito il calo più consistente perdendo circa il 35% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e facendo segnare solo di sette mila unità (hanno fatto peggio solo i dumpers).


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