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Cambiare marcia

Scritto da

Gian Paolo Pinton

il 7 luglio 2015

Fra i tanti valori positivi che singolarmente abbiamo, a noi italiani manca sicuramente la cultura dello  spirito collettivo  il senso della comunità.

E’ dalla e nella  comunità che sorge e  approda la solidarietà. Dobbiamo distinguere la comunità politica(italiana) dalla comunità sociale. Il modello della  prima è  più simile ad un’associazione “a delinquere” poiché il continuo aggiornamento degli abusi economici e di potere  compiuti dalla maggioranza dei politici locali, sta travolgendo definitivamente la capacità di risollevarsi  dell’intero sistema politico del Paese.

L’immobilismo del governo in materia di politica europea, l’incapacità dello stesso di esprimere una concreta strategia di accoglienza dei migranti,  sono state  stata messa alla prova sia dalla Francia che dalla Gran Bretagna. Nel caso dei migranti e dalla Germania e la Francia nel caso del default Greco.  A mio parere, per quanto riguarda l’immigrazione illegale, la lezione ricevuta da due nazioni, a cultura colonialista per testimonianza storica, avrebbe dovuto far riflettere i nostri governanti e indurli  immediatamente a  reagire dimostrando l’efficienza dei nostri controlli e la capacità di prendere delle decisioni, oramai irrinunciabili, di rimpatriare i migranti economici e stendere un piano di accoglienza per i cosi detti profughi, solo se  in possesso di domanda di asilo. Tutto questo non è stato fatto, anzi. Le navi straniere, che rappresentano i Paesi disponibili al soccorso ma non all’accoglienza, dimenticano di esercitare il diritto/dovere di essere Stato in navigazione. Nel senso che i migranti soccorsi da una nave inglese, dovrebbero essere accolti   in GB. Questa nave invece come si comporta? Scarica i migranti soccorsi nelle coste italiane, negando l’accoglienza terrestre nel loro Paese. Per quanto potremo andare avanti così? Ingoiare, far finta di non vedere, assistere pavidi all’arrivo di centinaia e centinaia di migranti i quali sono spesso scaricati nelle stazioni delle città e lasciati in balia di loro stessi.

Ho descritto questo fatto non potendo credere che il governo non abbia pensato,programmato e diramato  un piano tecnico di accoglienza e sistemazione, che solo i prefetti dovrebbero avere la professionalità e il ruolo istituzionale  per metterlo in atto. Ma non è così. 

Il paradigma di fondo, che viene travisato dall’opinione pubblica è così classificabile: abbiamo una classe politica che si trova all’opposizione che invece di proporre soluzioni o piani realizzabili, magari  con fantasia,fa patetica e continuademagogia elettorale, senza rendersi conto che se fossero loro al Governo (come è stato  Maroni per 4 anni) non sarebbero in grado (come si dice) di tirar fuori dal buco nemmeno un ragno.Questo è l’aspetto etico ed estetico, calpestato e mistificato, che innervosisce  mantenendole però intellettualmente immobili le persone serie, ma che conquista, attraverso un populismo televisivo di maniera, migliaia di cittadini che continuano ad essere allocchi politici. Mi chiedo come possiamo cambiare questa classe politica.

Perché non andiamo a elezioni anticipate? Non pensate, cari lettori, che il nostro Paese sia destinato a franare verso un più strutturato commissariamento politico europeo o una fine molto vicina a quella riservata dalla Grecia? Noi italiani mettiamo molto “di nostro” per farci del male da soli.

Guardate la parabola politica del cavaliere. Costellata da scandali di tutti i tipi messi  a scadenza nell’agenda della magistratura, il tycoon milanese rischia di passare alla storia più per gli incontri avvenuti sotto le lenzuola con avvenenti fanciulle, che per le riforme  realizzate o per aver avuto  la capacità di creare una classe dirigente da lui indipendente. Se poi ci chiediamo il livello di reputazione costruita in Europa  dobbiamo praticamente ammettere e capire perchè  Paesi come la Germania e la Francia  snobbino la classe politica italiana; mentre Nazioni come il Brasile e l’India nemmeno ci considerano interlocutori politici attendibili, umiliandoci con i noti casi  di  mancato rispetto del diritto internazionale riferiti alla messa libertà di quell’assassino ( sentenza in giudicato) di Battisti o alla mancata  concessione della libertà dei marò, a mio parere. arbitrariamente trattenuti.
Parliamo ancora una volta delle carceri: continuano ad esserci, in tutto silenzio, provvedimenti svuota carceri. Invece di costruire nuove Case di pena,si lasciano in libertà criminali che dovrebbero restare in prigione. Anche in questo caso pensiamo perché non sono state interpretate correttamente applicate le normative di legge in vigore. Per casi simili in Francia o in Germania gli arrestati restano in carcere.Da noi  la giustizia è cieca ma i criminali ci vedono benissimo.

Il problema delle super pensioni e dei privilegi dei politici indagati o passati in giudicato:perché non vengono eliminati questi privilegi? Guardate quel gradasso di Galan, che continua a percepire quasi 15.000 euro al mese, da spendere nella prigione dorata della sua villa di campagna. La corruzione: mezza Italia politica  e mezza Italia della P.A. è soggetta corruzione. Serviranno anni di nuova cultura verso il rispetto delle leggi, con una nuova coscienza collettiva, grazie alla quale far crescere un nuovo senso civico.

Altra ingiustizia, di cui non si parla mai: i quasi 400 morti fra i militari italiani che hanno operato in Bosnia, contaminati dalle radiazioni dell’uranio impoverito, vittime di patologie oncologiche che li hanno costretti, assieme ai loro famigliari, a calvari impossibili. Cito il caso, sentito alla radio, della signora Giorgi, che ha perso il marito dopo 7 anni di cure, rivelatesi purtroppo inutili. Lasciata sola dallo Stato, ha tre figli adulti senza lavoro, sentendosi del tutto abbandonata dalle Istituzioni. Riducendo le pensioni oltre  un certo tetto, sarebbe possibile fare un Fondo d’indennità per aiutare  le famiglie disgraziate, con vittime causate dell’uranio impoverito.

Questo problema assieme ad altri mille. Un’Italia non solo mal governata, ma debole con i forti e forte con i deboli. Ingiusta, antidemocratica, disorganizzata, corrotta che non riesce a dimostrare ai cittadini una linea di svolta della propria governance.   
C’è pochissimo tempo per cambiare democraticamente. Andiamo subito alle lezioni anticipate. Poi soccomberemo ai più forti, agli immigrati illegali ed ai criminali organizzati.  Un futuro drammatico per la quotidianità e senza speranza per il nostro modello sociale. Dobbiamo ribellarci.

Leggiamo “La Corsa verso il nulla” di Giovanni Sartori euro 12.90 (acquisto on line)

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