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Assemblee

Luca Riva nuovo presidente CNA FITA Lombardia

Scritto da

A. Trapani

il 29 maggio 2017

“Primo obiettivo: no alla liberalizzazione selvaggia del cabotaggio – prima serve armonizzare”

E’ stato nominato all’unanimità nel corso dell’assemblea elettiva di categoria che si è tenuta sabato 20 maggio 2017 a Bergamo. Si tratta di Luca Riva, 45 anni, titolare della “Riva e Molteni Snc” di Inverigo azienda di trasporti di collaudata tradizione familiare, nata nei primi anni ’70 e guidata dal padre e dallo zio di Riva fino all’87. Dagli Anni ’80 è Luca Riva con la madre Enrica Molteni a gestire l’impresa di autotrasporto.

Una lunga esperienza caratterizza il percorso professionale di Luca che è entrato in azienda dopo le scuole e conosce a fondo il contesto economico in cui si inserisce l’autotrasporto comasco.


La “Riva e Molteni”, oggi gestita da Riva con la moglie Sonia Iseppi, da sempre è associata a CNA Como.

Dopo un percorso in qualità di presidente provinciale di CNA FITA di Como e nella Presidenza regionale di CNA FITA Lombardia, è stato eletto membro del consiglio Nazionale della CNA FITA dal 2013 ed ora, assume la carica di Presidente regionale al posto di Patrizio Ricci di Bergamo che per ben 8 anno ha diretto la CNA FITA Lombardia.


“Sono molto felice dell’incarico anche perché ho attorno a me una squadra davvero compatta di imprenditori risoluti a rappresentare e tutelare tenacemente gli interessi delle imprese di trasporto – ha detto Riva – ed il cammino che abbiamo davanti è lungo e molto difficile e complicato da incomprensioni da parte dell’UE davvero imperdonabili. Basti pensare alla decisione che andrà in votazione al Parlamento europeo il 31 maggio sulla liberalizzazione totale del cabotaggio senza aver messo mano all’armonizzazione dei trattamenti fiscali, previdenziali e salariali dei lavoratori della UE. Avremo così uno squilibrio tra imprese che pagano per un dipendente 51.219 € all’anno come l’Italia e Paesi come la Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Lituania, Bulgaria con un costo per dipendente di non più di 19.813 € all’anno.”

“Questa non è concorrenza, questo è dumping sociale e morte preannunciata per le nostre imprese; un grave problema di sicurezza per le nostre strade che se non affrontato in tempo causerà danni irreversibili.”


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