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Dichiarazioni

CNA Fita: cadono le accuse di calunnia e diffamazione sporte da FITALOG

Scritto da

Federica Lugaresi

il 25 luglio 2016

Infiltrazioni malavitose nei consorzi di servizio per gli autotrasportatori guidati da Bini e Coppelli: nessuna calunnia. Ora, dopo il chiarimento sull’inchiesta del Corriere dei Trasporti, la Presidente nazionale CNA-Fita contro-querela

Archiviate le querele sporte da Enrico Bini e Franco Coppelli, nella loro rispettiva qualità di Presidente del Consiglio d’amministrazione e consigliere del consorzio di servizi per gli autotrasportatori FITALOG, nei confronti di Cinzia Franchini, presidente nazionale dell’associazione artigiana CNA Fita. La Franchini si era vista accusare dei reati di calunnia, diffamazione e turbata libertà dell’industria e del commercio perpetuata attraverso violenza o mezzi fraudolenti. Giudici terzi hanno ristabilito la verità: si tratta di accuse totalmente false mosse con il solo scopo di nuocere la Franchini  e con evidenti fini strumentali all’azione politica di rappresentanza, ben sapendola innocente delle, inverosimili, accuse mosse.


Nel luglio 2014, Bini (oggi anche consigliere provinciale di Reggio Emilia delegato alla Legalità) e Coppelli, in evidente accordo tra loro, querelarono proponendo un identico atto, attraverso l’avv. Silvia Piccinini di Reggio Emilia, la presidente nazionale CNA-Fita Cinzia Franchini, il direttore del settimanale “Corriere dei Trasporti” Francesco Paolo Li Donni e lo stesso editore. Il tutto avvenne in seguito alla pubblicazione di un’ inchiesta giornalistica relativa alle infiltrazioni malavitose nei consorzi di servizio di emanazione delle associazioni di categoria, dal titolo “FITALOG: dopo il caso Ercolano ecco il caso Muto”. Il giudice del Tribunale di Terni ha ritenuto quindi le accuse rivolte al presidente nazionale Fita e all’editore infondate, e le argomentazioni del direttore responsabile non diffamatorie e pienamente rientranti nel diritto di informazione e di critica. Tutto archiviato.


Dichiara Cinzia Franchini: “Ho creduto opportuno attendere l’ufficialità degli atti giudiziari, oggi in mio possesso, rispetto ai quali gli stessi Bini e Coppelli, pur avendo avuto, loro prima di me, informazione rispetto all’archiviazione, rispettivamente nel febbraio 2015 e settembre 2015, hanno continuato ad usare gli strumenti della querela per reiterare fino ad oggi la calunnia nei miei confronti. Ora contro-querelo per calunnia i vertici di FITALOG. Lo faccio a tutela della mia persona, del ruolo di presidente nazionale che ricopro dal 2011 e a garanzia dell’attività svolta da me e dalla mia Presidenza che si è caratterizzata per un netto e forte contrasto alle infiltrazioni malavitose e per una politica di forte rinnovamento rispetto a vecchie logiche”. L’archiviazione delle accuse mosse ha quindi confermato la correttezza del contenuto dell’inchiesta del Corriere dei Trasporti relativa all’associazione in strutture guidate da Bini e Coppelli del boss catanese dell’autotrasporto Vincenzo Ercolano con la sua Geotrans, nonché le associazioni dei Muto e di altri soggetti coinvolti in importanti inchieste giudiziarie di ‘ndrangheta. Il direttore ha svolto correttamente la sua funzione di diritto-dovere di informazione e di critica. Conclude la Franchini: “Per quanto mi riguarda sono pronta a ritirare la querela a fronte di scuse formali e pubbliche da parte di Bini e Coppelli che hanno usato pretestuosamente lo “strumento” della querela per non rispondere delle loro azioni nelle sedi opportune e spostare quindi il merito della questione dalla sede politico-amministrativa a quella giudiziaria. Oggi in quel contesto chiarezza è fatta. Infine auspico che anche i vertici della CNA nazionale e regionale si uniscano pubblicamente a questa mia richiesta di formali scuse da parte di dirigenti della Confederazione”.


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