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Dichiarazioni

Chiusura ai mezzi pesanti del viadotto A12: le proteste degli autotrasportatori

Scritto da

A. Trapani

il 12 Maggio 2021

A parlare è la portavoce di Ruote Libere, il raggruppamento di piccoli imprenditori del trasporto in conto terzi, Cinzia Franchini.

“La chiusura immediata ai mezzi pesanti oltre le 3,5 tonnellate del viadotto Valle Ragone sulla autostrada A12, tra i caselli di Lavagna e Sestri Levante, rappresenta l’ennesima intollerabile fotografia dello stato di insicurezza dei ponti italiani ed è la dimostrazione di come i danni da sopportare legati alla necessità di tamponare le situazioni di emergenza, vengano scaricati sempre sugli autotrasportatori i quali pagano un prezzo altissimo per responsabilità attribuibili ad altri. Una categoria di lavoratori senza voce e sempre più umiliata dalle scelte del Governo“. A parlare è la portavoce di Ruote Libere, il raggruppamento di piccoli imprenditori del trasporto in conto terzi, Cinzia Franchini.



A tre anni dal crollo del Ponte Morandi scoprire da un giorno all’altro che un nodo centrale della rete autostradale ligure, peraltro da tempo attenzionato per l’evidente stato di degrado in cui versava, non è sicuro tanto da doverlo chiudere nel giro di poche ore al traffico, è avvilente. Nulla si sa nemmeno sui tempi necessari per i lavori di adeguamento della infrastruttura. Da tempo gli autotrasportatori denunciano le condizioni visibilmente precarie in cui versano tanti viadotti italiani, compreso questo. Ribadiamo dunque la necessità di ascoltare tempestivamente queste sentinelle mettendo in campo una seria ed efficace mappatura dell’esistente e per il futuro monitorando l’intera filiera degli appalti e subappaltati pubblici, verificando con scrupolo i cantieri che verranno aperti”.


“Quello che fa più rabbia – chiude Cinzia Franchini – è che a fronte dei privilegi di cui hanno beneficiato e tutt’ora godono i concessionari autostradali, oggi a pagare il prezzo concreto di questa mancanza di manutenzione, della quale proprio i concessionari sono responsabili, siano gli autotrasportatori. Strutture societarie che hanno incassato nel corso del tempo somme impronunciabili risparmiando, stando alle recenti evidenze, sulle manutenzioni. La chiusura di un ponte autostradale e il riversamento del traffico sulla viabilità ordinaria comporterà un aumento dei costi per le imprese di autotrasporto, spesso piccole e piccolissime, in termini di ore lavorate, di mancato rispetto dei tempi di consegna e con i tempi di guida e riposo sempre da rispettare. Ma di tutto questo, come sempre, al di là degli slogan e delle pacche sulle spalle agli ‘eroi delle strade che non si sono fermati durante la pandemia’ non importa nulla a nessuno”.


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