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Dichiarazioni

ALIS: il naufragio del Marebonus

Scritto da

Federica Lugaresi

il 19 settembre 2017

Guido Grimaldi, presidente di ALIS, porta nuovamente all’attenzione del governo i ritardi legati all’incentivo Marebonus

Il Marebonus sta naufragando. Un danno incalcolabile per l’economia del Paese. Le aziende dell’autotrasporto hanno creduto a tal punto nello strumento da indirizzare i propri investimenti verso un trasporto sempre più intermodale, sostenendo proprio quelle politiche ambientali e di sicurezza fortemente promosse dal Governo. Rimane però difficile da comprendere il clamoroso e colpevole ritardo sul Marebonus e soprattutto il permanere dell’incertezza sull’ammontare degli investimenti richiesti alle Compagnie di Navigazione per poter accedere agli incentivi da trasferire successivamente in larga parte agli Autotrasportatori”.
Così ha commentato Guido Grimaldi, Presidente ALIS in merito all’approvazione degli incentivi Marebonus e Ferrobonus, che dovrebbero garantire contributi per un ammontare complessivo di circa 180 milioni di euro per le annualità 2017-2018 secondo i dettami della Legge di stabilità 2016.
Manca la giusta determinazione del Governo e la necessaria chiarezza. Bisogna – aggiunge Grimaldi – liberare risorse e superare il nodo creato sul concetto di aiuto. Mentre cresce la discussione interpretativa aumentano i disagi del settore, soprattutto quello dell’autotrasporto. Il buonsenso e la logica suggeriscono di insistere con la Commissione Europea per far avere i finanziamenti direttamente agli Autotrasportatori, come previsto dal vecchio Ecobonus”.
“Le aziende – suggerisce – utilizzerebbero il contributo in maniera equa, neutrale ed intelligente. In questo modo la misura rappresenterebbe un ottimo incentivo per tutta la catena logistica e consentirebbe alle aziende di autotrasporto di scegliere, nel rispetto dei principi del mercato europeo, l’operatore marittimo con cui imbarcare”.

Confido – dice il leader di Alis- che si possa finalmente giungere alla conclusione di questo lungo e farraginoso iter burocratico, e che sul concetto di aiuto prevalga l’interpretazione più logica, l’unica che può garantire finalmente il pieno successo della misura del Marebonus”.
Ad oggi il rischio è di vanificare tutte le buone intenzioni ed il lavoro fin qui svolto. Si stanno creando evidenti disparità. Da una parte si danneggiano alcuni operatori e dall’altra si finanziano, con oltre 70 milioni di euro, altri ‘privilegiati’. C’è chi garantisce prestazioni e chi riceve senza onorare gli impegni assunti. Si altera cosi il mercato e la leale concorrenza e si fanno crescere disparità quando si premiano rendite di posizioni, spesso inspiegabili ed ingiustificate, e non chi ha messo in campo investimenti. Pionieri e costruttori di opportunità, fra gli armatori e le stesse compagnie dell’autotrasporto”.

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