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Ambiente, e-commerce e coerenza

Scritto da

Paolo Volta

il 23 gennaio 2018

Si è tenuto a Parigi il 16 e 17 novembre 2017 il Clean Air Forumprimo summit organizzato dalla Commissione europea dedicato alla qualità dell’aria. Due giornate di incontri tra i massimi esperti di clima ed inquinamento con l’obiettivo di migliorare la salubrità dell’aria in Europa. Secondo le stime UE, gli europei che vivono nelle città, tre su quattro, percepiscono con preoccupazione crescente il dilemma inquinamento; ed è proprio nelle città che il cosiddetto “smog” provoca più danni. Le cause dell’inquinamento sono varie: i mezzi obsoleti per il trasporto persone e merci, i sistemi di riscaldamento datati, le sostanze tossiche provenienti dalle molteplici   lavorazioni industriali e - non ultima- la new economy. Negli acquisti on line quando viene recapitato un bene che non soddisfa le aspettative dell’acquirente: il prodotto non è quello ordinato, non è della misura giusta, si è danneggiato nel trasporto, il colore non è gradito, ecc. viene rispedito al mittente. L’eCommerce ha fatto crescere enormemente i resi.   L’European Ecommerce  ha stimato che nel 2017 in Europa le vendite online complessive  hanno raggiunto la cifra record di 602 miliardi di euro contro i 530 del 2016. Il valore totale dei resi si aggirerà intorno ai 150 miliardi di euro. Il numero delle restituzioni aumenta ogni anno in proporzione diretta allo shopping effettuato online, con una conseguente partecipazione attiva all’aumento dell’inquinamento atmosferico. Secondo un’indagine di Ups solo negli Stati Uniti la prima settimana di gennaio del 2017 sono stati restituiti 5,8 milioni di pacchi, ottocentomila in più rispetto al 2016. Nel retail tradizionale i resi rappresentano l’8% sul venduto mentre per l’ecommerce si tratta di percentuali che variano dal 15 al 30% a seconda della categoria merceologica, con picchi del 40% per il settore abbigliamento. Un’indagine di Washington and Lee University e University of Virginia (Journal of Marketing) ha accertato che in un biennio i consumatori riducono la spesa del 75–100% sui siti eCommerce che introducono la restituzione a pagamento e la aumentano dal 158 al 457% su quelli che prevedono invece la restituzione gratuita. Dal punto di vista comportamentale il reso gratuito ha alimentato il cinismo di chi compra generando la figura del “serial returner”. Una indagine della Barclayscard evidenzia che il 30% degli “E-shopper” compra deliberatamente più prodotti di quelli che intende tenere (percentuale che per Narvar è addirittura del 40%) e il 19% ordina più varianti dello stesso prodotto (misure diverse, colori diversi) per poi scegliere a casa quella preferita, restituendo le altre. L'e-commerce è una grande opportunità; fermo restando il problema dei resi, dell’inquinamento atmosferico e acustico, del consumo di fonti energetiche non rinnovabili, della congestione e dell’incidentalità. La logistica sostenibile propone servizi richiesti dal mercato in un’ottica ecologica, suggerisce   soluzioni di trasporto, consegna e gestione dell’ultimo miglio in sintonia con il rispetto per l’ambiente, con l’obiettivo di realizzare una supply chain che realizzi un equilibrio tra le compatibilità ambientali ed i problemi di mobilità. I comportamenti, gli stili di vita hanno ricadute significative sui consumi energetici e sullo spreco di risorse ambientali. Le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e dalle strutture innovative possono essere sfruttate appieno solo se tutti partecipano con coerenza.

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