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Agire

Scritto da

Gian Paolo Pinton

il 3 dicembre 2012

Siamo arrivati al capolinea. Una situazione pericolosa e drammatica. Un popolo attorniato da esempi disastrosi di malaffare, di ruberie, di illegalità. Non basta: cadono gli ultimi riferimenti morali ed etici: indagati anche imprenditori e manager legati a filo doppio a Comunione e Liberazione, il cui credo economico si basa su principi evangelici di solidarietà, lealtà e onestà, oltre che di legalità.


Vale più un cattivo esempio che 10 libri di buoni principi comportamentali. Le istituzioni stanno franando, i punti di riferimento valoriali e normativi che regolano il vivere quotidiano sono stati disintegrati da falsi modelli edonistici che per decenni ci sono stati somministrati come fosse l’unica formula per avere successo.


Adesso i topi che sono stati scoperti con il formaggio fra i denti, non mollano la presa perché vogliono raggiungere il quorum temporale per avere la pensione garantita. Il popolo viene derubato due volte, materialmente e moralmente.
Incassa consensi (in contanti) il populismo apparente di Grillo, che diventa ogni giorno sempre di più “grido di dolore e di indignazione” di tanti italiani. Basta con questo governo di tecnici: non ha saputo che applicare nuove tasse senza progettare alcunché per lo sviluppo. Quali sono i provvedimenti proposti dai superconsulenti Amato, Bondi e Giavazzi? Avete sentito qual- cosa voi? Il gran problema dei tecnici, attraverso qualche anima perversa, è quello di scovare il pagabile anche sotto i tappeti, è quello di ridurre molti italiani ad essere paragonabili ad un popolo di accattoni e di poveracci, che si devono arrabattare come nei villaggi di fine 700: senza luce, con i disgraziati che sono costretti a mendicare per le strade e le famiglie che non arrivano a fine mese mentre i ricchi evasori fiscali, i supermanager di Stato ed il clero con la C maiuscola (che non paga IMU) vivono nell’agiatezza sconfinata.

Altro che 1789! In Italia dovremmo realizzare una rivoluzione diversa: raggrupparci e occupare, senza violenza, le Camere, i Ministeri e gli Enti pubblici e rimanere bivaccati lì, finché un decreto legge non dimezza gli stipendi dei superburocrati, dei parlamentari, dei manager degli enti pubblici. Toglie tutte le scorte ai politici, salvo alle prime tre cariche dello Stato. Elimina le auto blu (salvo sempre quelle delle più alte cariche dello Stato) e annulla i benefit ai parlamentari. Dimezza i contributi di Stato ai giornali. Gli imprenditori che avanzano soldi dalla P.A. dovrebbero riunirsi e occupare pacificamente, con le loro famiglie, gli uffici dell’Ente che non ha ancora pagato.

Si dovrebbero fermare per protesta solidale le partite di calcio, si dovrebbero fermare le televisioni private un giorno la settimana, si dovrebbero occupare pacificamente anche gli aeroporti finché non viene approvata la nuova legge elettorale e quella “vera” anticorruzione introducendo il falso di bilancio, perseguendo la concussione fra privati e rappresentanti pubblici ed anche l’autoriciclaggio, unitamente a quella norma che impedisce agli indagati ed ai condannati di presentarsi nelle file dei candidati al parlamento. Iniziare con dei gesti forti e significativi altrimenti questi politici ladri, disonesti e “malati” non se ne vanno e non cambierà nulla.


Se non ci decidiamo ad agire noi popolo sano, saremo condannati, senza riuscirci, a spiegare ai nostri figli come una classe politica sia riuscita a distruggere il futuro di almeno due generazioni. Un risultato peggiore di quello di una guerra. Vi suggerisco un buon libro da leggere: Alain Badiou, “Il risveglio della storia”. Filosofia delle nuove rivolte mondiali. Edizioni Ponte delle Grazie. Euro 13.50 ben investiti.

 

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