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Numero: 5/6 del GIUGNO/LUGLIO,1998

44 Mila Miliardi, e nessuno che li richiede.

I fondi europei: come ottenerli con l'aiuto di una super esperta: Ada Grecchi

"Negli ultimi anni l'Unione Europea ha intensificato, anzi moltiplicato, i propri sforzi per conseguire un sempre più elevato grado di coesione economica e sociale fra gli stati membri, promuovendo condizioni per superare gli squilibri territoriali e affrontare gli altri nodi strutturali, in primo luogo la disoccupazione che rischiano di frenare lo sviluppo e il processo di convergenza tra le economie europee.
Questo crescente impegno è evidenziato dall'importo finanziario stanziato dalla Commissione europea per il periodo 1994-1999 più di 300.000 miliardi di lire di cui 44.000 assegnati all'Italia.
Si tratta di risorse ingentissime, il cui utilizzo rappresenta per il nostro Paese un'occasione unica e irripetibile di sviluppo e di adeguamento strutturale".
Sono parole di Emma Bonino, membro italiano della Commissione Europea.
Quarantaquattromila miliardi non sono noccioline, valgono due "manovrine" finanziarie e mezza. E di questi soldi, ce ne sono tanti per le nostre Aziende: solo che nessuno sa come fare. E allora "Trasportare oggi in Europa" è andata a cercare la persona giusta, che questo denaro ce lo porterà a casa: Ada Grecchi.
Che cosa sono i Fondi Strutturali Europei? So che tu hai scritto un libro sull'argomento: ci puoi dire qualcosa?
"Si, ho pubblicato con l'editore Hoepli un libro che ho scritto con un collega e che si intitola "Come ottenere i finanziamenti dei Fondi Strutturali Europei". I Fondi strutturali sono finanziamenti che l'Unione Europea dà a fondo perduto, nell'intento di ridurre le disparità economiche tra le varie Regioni e il ritardo di quelle meno favorite. La quota assegnata all'Italia per il periodo 94-99 è stata di 44.000 miliardi, ma il nostro Paese, salvo forse nell'ultimo anno, non ha dimostrato grande capacità di utilizzo dei fondi. I fondi strutturali sono quattro e precisamente: il FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale), il FSE (Fondo sociale europeo), il FEOG (Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia) e lo Sfop (Strumento finanziario di orientamento alla pesca)".
Ma, è vero che nel Sud del Paese si possono avere maggiori finan-ziamenti che nel Nord?
"Certo, perchè i Fondi sono collegati agli obiettivi e le Regioni che rientrano nel cosiddetto obiettivo 1 sono beneficiarie di maggiori importi. Per le aree del nostro Sud sono stati stanziati per il periodo 94-99 ben 30.000 miliardi di lire. Il problema è che da noi manca la capacità di fare buoni progetti, salvo in Lucania dove funzionari regionali particolarmente abili hanno fatto sì che la Regione si prendesse tutta la quota assegnata. La burocrazia comunitaria e spesso anche quella regionale sono pesanti e ... scoraggianti: così le imprese finiscono col lasciare perdere. Inoltre, per i finanziamenti comunitari esiste il principio del coofinanziamento, perchè la U.E. chiede un preciso impegno del proponente il progetto a realizzare il medesimo e spesso le aziende non hanno chiaro questo concetto. Voglio dire che non si deve fare un progetto perchè U.E. lo finanzi e magari sperando di guadagnarci: la logica è diversa. L'impresa decide, ad esempio di fare un corso di formazione ai suoi dipendenti perchè imparino una nuova tecnologia e farebbe comunque il corso anche se l'U.E. non lo finanziasse. Il progetto ha le caratteristiche per essere finanziato? L'impresa può ragionevolmente sperare di avere un finanziamento pari al 50 o al 70%, a seconda della Regione in cui opera e del titolo di progetto."
Ma per i trasporti, c'è qualche possibilità di finanziamento?
"Per i trasporti ci sono diverse possibilità di finanziamento. Vediamo innanzitutto se l'impresa si trova in una delle considdette "zone eligibili" , se sì, chiediamo alla Regione di conoscere il documento di programmazione, vediamo se l'attività dell'impresa rientra tra quelle che possono essere in parte finanziate e, se sì, predisponiamo un progetto corretto".
Ma ci sono programmi per le piccole e medie imprese?
"L'U.E. ha particolarmente a cuore lo sviluppo delle piccole e medie imprese, tanto che, oltre a prevedere per le medesime finanziamenti nel-l'ambito dei Fondi strutturali, ha predisposto programmi ad hoc, come ad esempio P.M.I., il cui stanziamento finanziario è di circa 400 miliardi, sempre per il periodo 94-99. Per la Lombardia, le aree ammissibili sono quelle che rientrano nell'obiettivo 2 e 5b; per le Regioni del Sud ov-viamente tutte quelle rientranti nell'obiettivo 1.
Per il trasporto, è stato previsto un particolare programma che riguarda la ricerca strategica per una rete multimodale transeuropea e per l'ottimizzazione delle reti, compreso il trasporto stradale. Per saperne di più, ci si può informare anche su Internet, al sito word Wide Web:http://www.cordis.lu/."
La difficoltà, per i nostri Autotrasportatori, è di avere le informazioni giuste e sapere come fare.
Il tuo libro li può aiutare, ma se i nostri Lettori desiderassero una consulenza precisa e volessero rivolgersi a qualcuno che li può seguire e può preparare per loro tutte le pratiche, consigliandoli e fornendo la propria consulenza? Possono rivolgersi a te?
"Certamente. Mi possono contattare a Milano in via Pietro Colletta n° 73 - 20137. Il fax è 02-5454797.
Ben lieta se, con la mia opera professionale, potrò aiutare gli Autotrasportatori lettori di "Trasportare oggi in Europa" a realizzare i loro progetti.
Tra l'altro, l'idea di denaro stanziato e non utilizzato mi offende profondamente. Negli altri paesi europei si approfitta al volo del denaro messo a disposizione dall'Europa! Perchè dovremmo rinunciarvi noi ?"
* * *
Ecco quindi una preziosa "dritta" per i nostri Lettori.
Un aiuto prezioso per loro, perchè come operatori privati si trovano a essere tanto più frustrati, in quanto consapevoli - ciò che è particolarmente evidente quando operano nell'ambito dei partner-ship transnazionali - che i Colleghi degli altri Paesi arrivano prima, e in ogni caso nell'ambito di percorsi amministrativi meno costosi ed aleatori, al recupero dei finanziamenti nazionali ed europei, sulla base di uno stesso progetto a tutti comune.
Impariamo a richiederli, questi benedetti fondi, e ad usarli, per non restare indietro rispetto agli altri Europei, perchè è un nostro diritto attingervi e perchè ora non possiamo più dire "Non so come si fa". La nostra rivista vi ha trovato la persona giusta e competente per aiutarVi!

***
Ada Grecchi, avvocato, già vicedirettore centrale del personale all'Enel e responsabile aziendale del "Progetto per la razionalizzazione dei finanziamenti comunitari" è vicepresidente della Commissione Affari sociali del CEEP e membro del CEDEFOP, (il Centro Europeo per lo sviluppo della formazione professionale).
Siamo riusciti a "catturarla" grazie ad una ferma amicizia di lunga data, e a chiederle di dedicarci due ore del suo tempo a favore della nostra Rivista. Abbiamo così scoperto non solo che è autrice di un libro di successo, che ci aiuterà ad andare ad attingere ai fondi europei, ma che lei stessa darà una mano agli Autotrasportatori nostri Lettori, perchè i 44mila miliardi che l'Europa ci mette a disposizione - molti di questi per la nostra categoria - non vadano persi, insegnandoci "come si fa a richiederli, e dove e perchè richiederli".
Sono soldi già stanziati, che l'Italia rischia di perdere per colpa della poca informazione sull'argomento, e che possono entrare nelle nostre Aziende come fondi strutturali e per la formazione professionale. E per giunta a fondo perduto.


Franca Feslikenian