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Numero: 5/6 del GIUGNO/LUGLIO,1998

MA DOVE VAI SE IL COMFORT NON CE L'HAI?

Viaggio di Trasportare Oggi in Europa nel mondo degli optional per tir per capire quanti sono e soprattutto se servono davvero.
Comfort totale, sicurezza e facilità di guida questi sembrano essere i requisiti che i nuovi scenari economici e politici del settore chiedono agli autotrasportatori italiani di avere. Ma il mondo del trasporto su gomma italiano è pronto a vincere questa sfida? Le aziende produttrici di accessori per T.I.R. lo sono sicuramente. Negli ultimi anni, hanno dato fondo alla fantasia e alla capacità creativa dei loro tecnici per offrire agli autotrasportatori una serie di optional in grado di semplificare al massimo le difficoltà insite nella guida di un camion. "Solo 10 anni fa - interviene Claudio Lorenzini, titolare dell'omonima azienda produttrice di sedili per i T.I.R. - era impensabile vedere una donna alla guida di un mezzo pesante. Oggi sedili ergonomici, sofisticati computer di bordo, ABS e chi più ne ha più ne metta, hanno trasformato questo mestiere. Non basta o meglio non serve più la forza fisica ma sono necessarie freddezza e competenza tecnica. Doti che nulla hanno a che vedere col sesso dell'autista". E gli autotrasportatori? Alcuni di loro, soprattutto i più anziani, sono probabilmente meno pronti a raccogliere la sfida tecnologica.
"Ormai la consolle di guida di un TIR - afferma ridendo Carmelo E., autotrasportatore da quasi 40 anni - è simile alla cabina di pilotaggio di un jet supersonico. Non fa per me, io ho sempre voluto fare il camionista non il tecnico informatico!".
Al di la delle battute, una cosa è sicura il progresso tecnologico ha comunque modificato il modo di guidare un T.I.R. Cerchiamo di capire in quale misura e in quale direzione è avvenuto questo cambiamento.

Parola d'ordine comfort totale
Cosa significa alle soglie del terzo millennio avere una guida confortevole? Per cercare di dare una risposta a questa domanda Trasportare Oggi in Europa ha condotto un sondaggio tra i suoi lettori.
E' risultato che per il 90% degli intervistati guida confortevole è sinonimo di guida tecnologica. Sistemi satellitari, autoroute, e ABS compensano - secondo gli autotrasportatori - le condizioni spesso disastrate delle autostrade italiane e permettono loro di mantenere il controllo totale del mezzo. Il problema della sicurezza rimane comunque uno dei più sentiti, tanto che tra le tecnologie indicate come indispensabili per una guida tranquilla troviamo il sistema satellitare (55%), seguito dall'ABS(29%) e dall'autoroute (16%). Come si vede tutte tecnologie che in misura maggiore o minore garantiscono all'autotrasportatore scelte sicure dall'individuazione delle strade meno affollate, alla segnalazione d'incidenti fino alla tenuta di strada del mezzo. "Trattando di sicurezza - interviene Paolo Uggè, segretario generale della Fai - vogliamo parlare di aree attrezzate dove gli autotrasportatori possano dormire senza paura di agguati o di rapine? In Italia non è stato finora previsto alcun investimento per questo. Così lo abbiamo fatto noi, associazione di categoria , lo scorso aprile abbiamo inaugurato un'area a Villanova d'Asti. Quando gli autotrasportatori non sono messi in condizione di riposare sono insicuri per se e per gli altri".
Del resto, come gli autotrasportatori più anziani sicuramente ricorderanno, negli anni '60 le aree di servizio autostradali gestite dalla Pavesi offrivano il "camion-grill": spazi appositamente riservati ai camionisti dove oltre al pasto si poteva fare una doccia gratis e dormire un po' nella sala di riposo. Oggi queste aree sono scomparse alle soglie del terzo millennio siamo più indietro di trent'anni fa.
"I sofisticati sistemi di navigazione che aziende come la mia producono - sostiene Maria Bocconi, public relations di Alpine Italia - permettono proprio di ovviare a queste disfunzioni delle infrastrutture e consentono agli autisti di mantenere costantemente alti i loro livelli di prestazione".

Una mappa per orientarsi
Un giovane che iniziasse oggi l'attività di autotrasportatore o un esperto camionista che volesse rinnovare il suo mezzo avrebbero dei seri problemi ad orientarsi nella selva delle offerte che le aziende del settore lanciano continuamente sul mercato. Trasportare Oggi in Europa ha incontrato i responsabili di alcune aziende per tentare di capire insieme a loro cosa oggi non può mancare nella consolle di guida di un T.I.R.
Prima di tutto un sistema satellitare in quanto è ormai necessario per garantire agli autotrasportatori sicurezza. Grazie a questo tipo di tecnologia schiacciando un pulsante è possibile conoscere in tempo reale le condizioni delle strade e l'esistenza d'incidenti. L'autista ha così molti pensieri in meno!.
Certo guida confortevole può voler dire scelta delle strade giuste e continua connessione con gli altri camion della flotta nel caso di un autista dipendente, ma esistono anche altri rischi come quello di essere aggrediti e di vedere il proprio mezzo danneggiato o addirittura rubato. Scorrendo i bollettini ufficiali dell'Istat - ci conferma Romano Lovison, public relations di So.Ve.Co. - si nota, fermo restando che i dati riguardano solo i furti effettivamente denunciati, come il trend negativo nelle rapine ai danni di T.I.R. sia molto diminuito nel corso del 1995 proprio grazie all'utilizzo di sistemi anti-rapina semplici ed efficaci.
In realtà, come dimostra un esperimento condotto sulle strade del Veneto da TuttoTrasporti, nell'eldorado del nord-est la paralisi è totale, si viaggia ad una media inferiore ai 30 Km/h. "Nel solo Veneto - chiarisce con forza Giuseppe Poma, comandante della Polizia Stradale del Veneto - lo scorso anno abbiamo avuto 786 morti per incidenti stradali, in Lombardia dove circolano più del doppio dei veicoli, in un anno si sono contati 918 morti. E' necessario per ridurre i rischi d'incidente avere strade più larghe, minore attraversamento dei centri abitati, più guard rail e più semafori". La condizione delle strade italiane sembra essere ancora, dunque, uno dei più difficili ostacoli che quotidianamente un autotrasportatore deve superare. " La mia azienda - conclude Franco Fenoglio, General Manager per il Mercato Italia di Iveco - si rende conto di quanto la sicurezza e quindi la tenuta di strada di un mezzo siano fondamentali per questo ha deciso di attuare un'iniziativa concreta riducendo del 50% il prezzo dell'Abs nei tir dell'ultima generazione, gli Eurostar Executive".

Il T.I.R. del terzo millennio
La tendenza in atto tra le aziende produttrici di mezzi pesanti in Italia è ancora quella di riprodurre il già visto perché come si dice nell'ambiente: un camion è sempre un camion per quanto lo si cambi. In realtà esistono molti studi di designer privati e centri studi che cercano di progettare camion più vicini al desiderio espresso da uno degli autotrasportatori intervistati da Trasportare Oggi in Europa: "il mio T.I.R. deve avere più comfort possibile perché vivo più sul mezzo che a casa".
T.I.R. come piccole case viaggianti dotate di tutti gli optional possibili e immaginabili questo è dunque il sogno segreto degli autotrasportatori. Come rispondono i designer? Con una ricerca condotta dal Politecnico di Milano sulla base di una tesi di laurea del designer-progettista Donato Nappo, che individua le seguenti caratteristiche per il T.I.R. del 2000: guida super-rialzata rispetto al suolo, cabina a pavimento piatto, accesso mediante scala interna, presenza di un locale per il mini-bagno. Il progetto sviluppa l'impostazione modulare data da Renault al suo AE oggi divenuto Magnum, che si caratterizza per due moduli separati, uno tecnico e uno costituito dall'abitacolo. Interessanti sono anche i progetti della Des.Tech di Prato che ha progettato un super trattore aerodinamico con l'abitacolo a sbalzo e il prototipo Ext 92, ispirato allo stesso principio, realizzato dalla Mercedes-Benz. Questi camion hanno dunque il posto guida ribassato come certi autobus gran turismo. In realtà come dimostra un indagine condotta in Olanda tra gli autotrasportatori l'esigenza più sentita dal punto di vista pratico è quella di una concezione modulare dell'unità di carico, più che di una diversa impostazione della cabina. Gli autotrasportatori si sa sono personaggi coi piedi ben piantati per terra.

La voce dell'esperienza
"Sistemi satellitari, computer, bagni in cabina. Ma per me sono tutti impazziti". Carmelo E., autotrasportatore da quarant'anni non riesce proprio ad arrendersi ai cambiamenti avvenuti nel mestiere e soprattutto detesta le tecnologie. "Quando ero giovane - racconta con la voce venata di rimpianto - l'unico sistema anti-rapina che conoscevo era un robusto bastone di legno, che avevo intagliato io stesso, lo tenevo sempre sotto il sedile. Ehhh! ne ho date di randellate con quel fedele amico. Oggi mio figlio mi parla di cartine elettroniche, computer che ti fanno da co-pilota e altre diavolerie varie, ma io dico: l'uomo dove finisce?. Ho paura che andando avanti così non ci sarà più bisogno dell'autista, i camion si guideranno da soli. Una volta il mestiere era diverso, forse più pesante ma vuol mettere l'avventura, il rischio, la libertà!!". Carmelo ha quasi settant'anni la maggior parte dei quali passati alla guida di un T.I.R., non si arrende al sopravanzare della tecnica e ai cambiamenti . Ma il mestiere oggi è veramente cambiato?
"Io posso dirle questo dal mio punto di osservazione privilegiato - conclude Dario Barotta, segretario generale della Fit Lombarda - che il mestiere non è cambiato abbastanza . Alcuni problemi sono rimasti, anzi si sono aggravati, è necessaria una seria ristrutturazione del settore che per prima cosa deve puntare a ridurre i costi del trasporto almeno del 30%. Attualmente questi costi impediscono ai padroncini o alle aziende mono-veicolari di reggere la concorrenza. Lo stato deve intervenire per favorire la formazione di leghe e cooperative, altrimenti l'ingresso in Europa per l'autotrasporto italiano significherà solo una colonizzazione totale da parte di aziende straniere, soprattutto tedesche e olandesi".

Sonia Pampuri