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Ultim'ora

UNATRAS pronta alla mobilitazione

Scritto da

Luca Barassi

il 21 luglio 2015

Intervista a Patrizio Ricci, presidente CNA FITA, che ci espone le esigenze della categoria e la posizione di UNATRAS, associazione alla quale appartiene anche CNA FITA.

Non potranno che essere risposte positive, altrimenti la pace sociale si romperà inesorabilmente”  – afferma Patrizio Ricci Presidente della CNAFITA Lombardia.
Nessuno infatti avrebbe mai pensato di arrivare a questo punto, ma nessuno può rimanere a guardare le proprie aziende morire sotto il peso di una decisione penalizzante quanto irrazionale.

Il fermo delle attività è l’unica strada rimasta percorribile per una categoria che non può più continuare ad attendere che gli impegni si trasformino in provvedimenti e non solo sulle spese non documentate.

Ciò che si chiede infatti è l’attuazione di quanto sottoscritto dal Governo e cioè

 che vengano ripristinate le risorse sparite “improvvisamente” per la deduzione delle spese non documentate;
 che i contributi per gli investimenti vengano assegnati;
 che i problemi della concorrenza sleale trovino una soluzione, come avvenuto in Germania e Francia, mentre in Italia non sono stati capaci neppure di rendere pienamente operativo l’Albo, strumento individuato proprio per ostacolare la concorrenza sleale;
 che vi siano regole certe sia per i vettori che per i committenti per evitare la concorrenza sleale.

Sarà dunque un autunno caldo?
SI perché esiste un punto di non ritorno anche per la pazienza, ed è stato già oltrepassato. CNAFITA lavora perché tutte le Associazioni condividano queste nostre sensazioni e perché si raggiunga unità e condivisione nell’unico interesse per le imprese. A noi, continua il Presidente Ricci, conforta il fatto di aver interpretato correttamente il momento ed il sentire delle imprese di trasporto associate e non associate; questo paese ha bisogno di uno scatto d’orgoglio se non vuole continuare la discesa nella classifica dei paesi a vocazione trasportistica e logistica dell’Europa. E questo lo si può fare eliminando la burocrazia inefficiente e le storture che frenano lo sviluppo del Paese e che ci fanno perdere quote di traffico per le nostre imprese a vantaggio dei vettori esteri”.

E della delocalizzazione? E le cooperative spurie? E i furbetti del quartierino che giocano a chi trova il sistema migliore per evitare fisco, regole e sicurezza?
Chi continua a perseguire queste pratiche e questi comportamenti ha trovato il segreto per mandare a fondo un paese! I dati degli ultimi anni gridano vendetta: i vettori stranieri che venivano in Italia nel 2003 erano il 6,7 per cento e nel 2013 sono diventati oltre il 47 per cento . I vettori italiani che svolgono traffici internazionali sono passati dal 33 al 15 per cento e gli occupati nel settore sono diminuiti ,in 4 anni, di circa 30.000 unità . Il tempo per evitare la deriva c’è ancora, la CNA FITA chiede di fare in fretta.”

 

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