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Autotrasporto

Trasportounito su Brebemi: “Autotrasportatori pagano il flop”

Scritto da

Francesca Lugaresi

il 8 settembre 2015

Per Trasportounito l’esempio Bre.be.mi, per il quale il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica ha stanziato, lo scorso agosto, 320 milioni di euro (260 finanziati dallo Stato, 60 milioni dalla Regione Lombardia) in favore della società concessionaria dell’autostrada Milano–Brescia, rappresenta solo l’ultimo caso di una gestione infrastrutturale che è divenuta intollerabile per l’economia nazionale. Trasportounito riporta in un comunicato le sue considerazioni a riguardo: 

– Il progetto A35-Bre.be.mi, premiato nel 2013 come miglior project financing europeo, si è dimostrato sin da subito un clamoroso flop per le previsioni gonfiate dei transiti giornalieri e per la mancanza di raccordi alla rete stradale ed autostradale, ancora non ultimati;

– il costo iniziale dell’opera, 920 milioni, è quasi triplicato per effetto di previsioni finanziarie completamente “sballate” con un danno sconsiderato per l’erario. L’intervento pubblico (BEI, Cassa Depositi e Prestiti/Ministero del Tesoro) conseguito alle minacce di risoluzione con addebito, ridicolizza la concezione di un’opera fatta passare come la “prima autostrada italiana costruita con fondi privati”;
– Si perpetua l’orientamento politico basato sul sostegno incondizionato ai concessionari autostradali, che conseguono extra-profitti a spese dei contribuenti/utenti del servizio, mentre si provvede a vessare gli altri settori d’attività economica – autotrasporto in primis – con nuovi e continui balzelli;   
– L’onerosità della tratta, pur considerando gli sconti, resta eccessiva per un’opera pensata principalmente per favorire e velocizzare il traffico pesante.

Gli autotrasportatori che sono costretti ad utilizzare l’autostrada per mantenere velocità commerciali e rispettare gli ordini di consegna, sono vittime di un costo forzoso non sostenibile e pertanto, quando è possibile, sono paradossalmente costretti a privilegiare la viabilità ordinaria con buona pace della sicurezza, della congestione e del rispetto dei tempi di guida e di riposo.

Da Trasportounito-Fiap

 

21 settembre 2015

A seguito delle dichiarazioni di Trasportounito da noi riportate fedelmente in questo articolo, la Società Brebemi ci ha chiesto di pubblicare una propria replica che noi riprendiamo fedelmente, sottolineando che si tratta di dichiarazioni provenienti direttamente dalla società stessa e non filtrate giornalisticamente:

Si fa riferimento all’approvazione, da parte del CIPE, di forme di contribuzione nazionale e regionale, previste dalla legislazione vigente e finalizzate alla realizzazione di interventi infrastrutturali, qualificando tale circostanza come “l’ultimo caso di una gestione infrastrutlurale che è divenuta intollerabile per l’economia nazionale”.
La Società Brebemi, Concessionaria per la progettazione, costl’llzione e gestione del Collegamento autostradale Brescia-Milano A35, in data 20 dicembre 2013 ha avanzato alla Concedente CAL S.p.A. specifica istanza al fine di ottenere il riequilibrio del Piano Economico Finanziario (PEF) di concessione, secondo i termini e le modalità descritte dalla vigente normativa e dalla Convenzione Unica di concessione, alterato da eventi straordinari non imputabili alla Concessionaria. V’è in sostanza un pieno diritto di Brebemi a vedere ripristinate le condizioni necessarie per assicurare l’equilibrio economico-finanziario. Ciononostante, in pendenza della lunga procedura di riequilibrio, Brebemi ha comunque assicurato l’adempimento alle proprie obbligazioni contrattuali, garantendo l’entrata in esercizio del collegamento autostradale in data 23 luglio 2014. Nel dicembre 2014 è poi intervenuta la Legge di Stabilità 2015 che ha previsto, all’art. 1, comma 299, quanto segue: “è istituito nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti unfondo con una dotazione di 20 milioni di euro annui per il periodo dal 2017 al 2031, finalizzato prioritariamente alla realizzazione di opere di interconnessione di tratte autostradali per le quali è necessario un concorso finanziario per assicurare l’equilibrio del Piano economico e finanziario. Alla ripartizione delle risorse si provvede con delibera del CIPE SU proposta del Ministero delle inji-astrullure e dei trasporti. Il contributo è utilizzato esclusivamente in erogazione diretta”.

Contestualmente la Regione Lombardia, con decreto del 30 dicembre 2014, n. 12781, ha individuato nell’allegato A del medesimo decreto, quale capitolo di spesa di natura obbligatoria, venti milioni di euro annui per il triennio 2015-2017, da destinare alla “realizzazione, completamento e miglioramento dell’accessibilità di sistemi stradali e autostradali attuali con procedure di partenariato pubblico -privato”.
Ebbene, la sopramenzionata contribuzione nazionale e regionale è stata destinata alla realizzazione dell’Interconnessione diretta con l’Autostrada A4 a Brescia Ovest, affinché possa essere assicurato un ulteriore concreto miglioramento della viabilità esistente e il relativo decongestionamento. Sopperendo dunque al mancato collegamento con la rete autostradale nazionale, imputabile ad altre Società, verranno ripristinate le condizioni di natura infrastrutturale e trasportistica di collegamento previste all’epoca del Progetto Brebemi e afferenti a interventi non ancora realizzati da altre Concessionarie. Inoltre, ad avviso di Trasportounito “il progetto A35-Bre.be.mi., premiato nel 2013 come miglior project financing europeo, si è dimostrato sin da subito un clamoroso flop per le previsioni gonfiate dei transiti giornalieri e per la mancanza di raccordi alla rete stradale ed autostrdale, ancora non ultimati.
Sottolineiamo che a oggi la Brebemi viene settimanalmente utilizzata da circa centonovantamila veicoli, con punte di trentacinquemila veicoli nei giorni lavorativi. Rispetto ai primi mesi successivi all’entrata in esercizio dell’autostrada, l’incremento dei transiti è stato pari al 107%.

Un contributo determinante ai fini dell’aumento dei volumi di traffico è stato peraltro fornito dall’entrata in esercizio della Tangenziale Est Esterna di Milano, ciò a testimonianza dell’importanza del sopramenzionato realizzando intervento di Interconnessione A35/A4.
Occorre poi nuovamente sottolineare che la mancata realizzazione di collegamenti originariamente previsti a carico di altri soggetti non può essere in alcun modo imputata alla società di Progetto Brebemi S.p.A. Nessun “flop dell’opera” dunque, considerato anche che la A35 è stata realizzata in tempi record e, come riconosciuto nella stessa lettera di Trasportounito, ha ricevuto ben due premi per il miglior pro}ect financing europeo. Si afferma inoltre che “il costo iniziale dell’opera, 920 milioni, è quasi triplicato per eJJello di previsioni finanziarie completamente ‘sballate’ con un danno sconsiderato per l’erario” e che “l’intervento pubblico (BEI, Cassa Depositi e Prestiti/Ministero del Tesoro) (. . .) ridicolizza lo concezione di un’operafatta passare come la ‘prima autostrada italiana costruita con fondi privati”’.
Al riguardo rammentiamo che il progetto ha previsto ben 120 milioni di euro per la realizzazione di opere di mitigazione ambientale, nonché la realizzazione e il rifacimento, a titolo di compensazione in favore degli Enti locali interessati dall’Opera, di oltre 30 chilometri di viabilità ordinaria che si sommano ai 62 chilometri di tracciato autostradale, talché il costo chilometrico è perfettamente in linea con i valori medi europei. E’ inoltre ben noto che le risorse economiche sono state messe a disposizione dagli azionisti di Brebemi S.p.A, nonché dai finanziatori (tra i quali BEI e Cassa Depositi e Prestiti) attraverso appositi finanziamenti a condizioni di mercato, senza esborso alcuno a carico dello Stato.
Pertanto, vogliate prendere atto che la A35 è effettivamente la prima autostrada italiana costruita con fondi privati, a dispetto di opinioni non fondate su dati di fatto reali.

Occorre inoltre considerare che:

– i lavori di realizzazione della A35, nonché le relative attività gestionali, hanno assicurato e assicureranno i seguenti benefici sulla fiscalità generale: durante la fase di costruzione sono stati versati sei milioni di euro per imposte dirette e sostitutive, ventuno milioni di euro per imposte di registro relative alle procedure espropriati ve, duecentocinquanta milioni di euro per IVA corrisposta ai fornitori;

– durante i primi 20 anni di gestione (2015-2035) verranno altresì complessivamente versati ottocentosettantotto milioni di euro di lva all’erario e trecentocinquantatre milioni di euro di Imposte dirette;

– il 25% degli investimenti Brebemi, pari a circa quattrocentrotrentadue milioni di euro, riguardano interventi di viabilità ordinaria, mitigazioni e compensazioni ambientali a favore di un territorio che ha evidentemente visto un importante aumento della propria competitività in un momento di forte crisi economica internazionale.

È in sostanza evidente che nonostante i contributi menzionati da Trasportounito, la partita contabile resterà comunque ampiamente a favore dello Stato, tanto in termini di fiscalità che di ovvi vantaggi che una nuova infrastruttura offre ai territori attraversati. Aggiungiamo infine che è semplicemente incomprensibile dal punto di vista logico affermare che vi siano “autotrasportatori che sono costretti ad utilizzare “autostrada A35”, considerato che si tratta di una infrastruttura realizzata con capitali privati che si va ad aggiungere a quelle preesistenti offrendo quindi una ulteriore comoda alternativa. Stando poi a quanto afferma Trasportounito, senza l’A35 Brebemi gli autotrasportatori non sarebbero in grado di “mantenere velocità commerciali” né di rispettare gli ordini di consegna”. Viene quindi implicitamente riconosciuta la necessità di tale opera nell’ambito di un sistema viario fortemente congestionato. Quanto all’onerosità della tratta” risulta chiaramente fuori luogo ogni confronto con i pedaggi di altre tratte autostradali che non sono state realizzate con capitale privato, senza peraltro considerare che sono state avviate iniziative di scontistica.

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