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Associazioni

Sabato 18 marzo, manifestazioni in tutta Italia. Gli autotrasportatori chiedono l’intervento del Governo

Scritto da

Redazione TOE

il 20 marzo 2017

Le manifestazioni di sabato 18 marzo hanno coinvolto gli autotrasportatori di tutta Italia.
Numerose le iniziative, soddisfazione dalle organizzazioni di rappresentanza degli autisti.

In occasione della giornata nazionale di mobilitazione indetta dalle organizzazioni dell’autotrasporto, le associazioni aderenti all’Unatras (Unione Nazionale Associazioni Trasporto), ovvero Confartigianato Trasporti, Cna Fita, Fai e Fiap, hanno promosso varie manifestazioni regionali a cui hanno preso parte centinaia di autisti e rappresentanti del mondo dei trasporti.

Paolo Uggé, presidente Conftrasporto, ha ribadito nella giornata di sabato le motivazioni della protesta: ”Al centro delle manifestazioni ci sono la funzionalità delle motorizzazioni, i sempre più frequenti fenomeni di abusivismo, la sospensione delle autorizzazioni per i trasporti eccezionali, l’assenza di una norma che tuteli le imprese italiane rispetto alla concorrenza sleale di quelle straniere, i tempi di pagamento e i costi minimi di sicurezza delle imprese. Troppi i silenzi del Governo di fronte a questi temi; se non avremo risposte, riuniremo l’esecutivo Unatras per decidere la proclamazione del fermo dei trasporti”.

Soddisfazione per l’ampia adesione alla mobilitazione nazionale dell’autotrasporto organizzata oggi da CNA-Fita e dalle sigle aderenti al coordinamento unitario Unatras. Gli autotrasportatori sono scesi nelle principali piazze d’Italia per chiedere risposte al Governo. Una manifestazione civile e composta che merita di essere ascoltata e che, in caso contrario, rappresentera’ solo la prima di una serie di iniziative”. Ad intervenire sulla mobilitazione c’è anche la presidente nazionale CNA-Fita, Cinzia Franchini. “Da Milano a Roma, da Trieste a Genova, da Ancona a Venezia e ancora a Parma, Piacenza e in molte altre città le aziende di autotrasporto hanno fatto sentire la propria voce al Governo – continua Cinzia Franchini -. I nodi irrisolti sono noti. Penso in particolare alla necessità di stabilire sanzioni precise per far rispettare i tempi di pagamenti per le aziende di trasporto. Penso alle nostre richieste sulla presenza di regole certe nel settore a partire da politiche, condivise con gli altri Paesi europei, in grado di fermare la concorrenza sleale estera e l’abusivismo, oppure ai tagli delle risorse per il settore, primo fra tutti quello relativo alle cosiddette “deduzioni forfettarie fondamentali per la sopravvivenza delle aziende artigiane; alle risorse economiche promesse e mai stanziate per favorire l’intermodalità e il trasporto merci via mare come il “mare-bonus”. E ancora, abbiamo Motorizzazioni Civili sotto organico incapaci di svolgere le più normali mansioni, dalle revisioni dei veicoli in tempi consoni ai controlli sulla normativa per il trasporto di merci pericolose ADR che ad oggi non ci risulta siano mai stati effettuati, a discapito della sicurezza di tutti. Chiediamo venga sostanzialmente modificata la normativa sui trasporti eccezionali prima che accadano nuove disgrazie per crolli di altri ponti”. Ora attendiamo che il Governo passi dalle parole ai fatti”.

[Immagine d’archivio]

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