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Omicidio stradale: adeguare la normativa anche per i colpi di sonno

Scritto da

Francesca Lugaresi

il 3 novembre 2015

«Se nell’iter parlamentare dell’istituendo reato di omicidio stradale si introducessero anche disposizioni per prevenire i mortali colpi di sonno al volante, si introdurrebbe un importante elemento di tutela sociale in grado di salvare molte vite umane, adeguando normativa e organizzazione italiana ai molteplici ordinamenti che da anni sono in vigore in altri Paesi, non solo europei». A lanciare un invito a mettere mano al provvedimento è il prof. Francesco Peverini, direttore scientifico della Fondazione per la Ricerca e la Cura dei Disturbi del Sonno Onlus.
 
«Se alcool e sostanze psicotrope possono essere rilevate nel sangue dei conducenti responsabili di sinistri stradali con facili test», ha detto il medico specialista, «ciò non si può attuare per i famigerati colpi di sonno al volante, determinati dalla privazione di sonno legata molto spesso a patologie non immediatamente riconoscibili in chi guida, ma che sono causa di un riposo non ristoratore in grado di provocare improvvisi cali di attenzione e imprevedibili momentanei addormentamenti. Secondo dati ufficiali USA, almeno il 20% degli incidenti stradali è riconducibile ad eccessiva sonnolenza diurna, come peraltro osservato in Europa. Le inattese e improvvise perdite di vigilanza, inesorabili e micidiali per chi guida, si possono scongiurare solo con la prevenzione. Una semplice polisonnografia», ha proseguito, «permette rapidamente di individuare se una persona, un conducente professionale (piloti e conduttori di mezzi pubblici) ha un disturbo del sonno o una latente Sindrome delle Apnee Notturne, di cui soffrono senza saperlo milioni di italiani. L’eventuale intervento terapeutico è semplice e non invasivo e gli stessi soggetti nel traggono agilmente immediato beneficio, lieti di avere un riposo finalmente ristoratore e di non rischiare i colpi di sonno al volante».
 
«All’estero questi controlli sono praticati da anni. In alcuni Stati degli USA sono divenuti obbligatori e indispensabili per il rilascio delle licenze di guida», ha sottolineato Peverini auspicando «un’azione congiunta tra istituzioni. Un esempio della collaborazione tra sindacati, istituzioni e associazioni di categoria è in USA la dichiarazione congiunta siglata da Federal Motor Carrier Safety Administration, National Sleep Foundation, American College of Occupational and Environmental Medicine e US Department of Trasportations che, al termine di uno studio condotto per 7 anni, raccomanda che tutti i conducenti di veicoli commerciali, sottoposti di norma a periodiche visite preventive e risultati a rischio di apnee notturne, siano studiati e trattati. È auspicabile che anche in Italia i sindacati di categoria adottino una strategia comune e condivisa con le istituzioni per un’efficace prevenzione finalizzata all’incolumità pubblica».
 
Lo specialista ha affermato che «l’inserimento di disposizioni preventive contro i colpi di sonno al volante nelle misure per contrastare l’omicidio stradale costituisce una valida risposta alla Direttiva 2014/ 85/ UE della Commissione (entrerà in vigore dal 1° gennaio 2016), che affronta la stima dei rischi per la sicurezza stradale e l’efficacia delle misure per scongiurare tali rischi nella valutazione dell’idoneità alla guida. Direttiva che, tuttavia, rischia di trovare il nostro Paese in grave ritardo applicativo, non tanto a livello amministrativo, quanto nell’organizzazione sanitaria di questi accertamenti in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale», ha concluso il direttore scientifico della Fondazione per la Ricerca e la Cura dei Disturbi del Sonno Onlus.

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