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Piano Industria 4.0 ok, ma il superammortamento va al 120%

Scritto da

Luca Barassi

il 28 settembre 2016

10 miliardi in più per spingere gli investimenti. È questa la cifra messa a disposizione del governo per la prossima legge di stabilità con il decreto Industria 4.0. Ottime le prospettive per il mercato in generale ma, come sempre, penalizzato il settore dell’autotrasporto.

Tutte le associazioni di categoria sono concordi. Anfia, Anita, Unrae plaudono il Piano Nazionale Industria 4.0 in quanto ha messo a disposizione maggiori risorse proprio per lo sviluppo degli investimenti industriali.
Tra le “direttrici chiave” del Piano, gli investimenti innovativi, ovvero: 10 miliardi di Euro di incremento degli investimenti privati, che nel 2017 saranno portati da 80 a 90 miliardi; 11,3 miliardi in più di spesa privata in sviluppo, ricerca e innovazione, con un focus sulle tecnologie 4.0 nel periodo 2017-2020; l’incremento di 2,6 miliardi del volume degli investimenti privati “Early Stage” nel periodo 2017-2020.

Per chi investe in innovazione, il piano prevede un iperammortamento che passa dall’attuale 140% al 250% per i beni legati alla manifattura 4.0. Tuttavia c’è un punto che colpisce la nostra categoria, ovvero la decisione di ridurre della maggiorazione del superammortamento per i veicoli ed altri mezzi di trasporto dal 140% al 120%.
Una scelta davvero incomprensibile dal momento che è proprio l’automotive, e in particolare la logistica e il trasporto merci, che trasversalmente impattano su tutta la filiera della nostra economia.

Approviamo l’impostazione del Piano, che punta a potenziare in chiave 4.0 strumenti incentivanti già in vigore e di dimostrata efficacia – commenta Aurelio Nervo, Presidente di ANFIAFacciamo notare, tuttavia, che la riduzione al 120% della maggiorazione del superammortamento per i veicoli e altri mezzi di trasporto penalizza ingiustamente solo questa categoria di beni strumentali, a cui è stato riservato un trattamento non paritario nell’ambito di una politica di ammodernamento delle strutture produttive trasversale ai vari settori. Del superammortamento beneficiano, infatti, gli utilizzatori finali, in questo caso le imprese che impiegano i veicoli come beni strumentali d’impresa. Riteniamo che il trend di ripresa che dal 2015 caratterizza il mercato degli autoveicoli abbia bisogno di essere sostenuto su un orizzonte temporale più lungo, attraverso misure strutturali che diano continuità al lento rinnovo del parco circolante italiano“.

Ringraziamo il governo per aver deciso di prorogare la misura del superammortamento anche per il prossimo anno – dichiara Thomas Baumgartner, Presidente di ANITAdevono essere evidenziate, però, anche le ripercussioni negative che una eventuale riduzione dell’incentivo fiscale per le imprese che investono nell’acquisto di veicoli nuovi può provocare sia in termini di perdita di livelli produttivi per l’industria automotive sia in termini di rallentamento consistente del già avviato processo di rinnovo del parco circolante per le imprese di trasporto. Una riduzione del superammortamento per i soli veicoli adibiti al trasporto, non solo appare ingiustificata e discriminatoria, ma provocherebbe anche uno squilibrio nella competitività delle imprese e causerebbe una battuta d’arresto nella ripresa economica che il Paese sta registrando negli ultimi tempi. Chiediamo al governo di riportare la maggiorazione del superammortamento al 140% anche per l’acquisto di veicoli, poiché rappresenta un incentivo a rinnovare le flotte con lo svecchiamento del parco circolante ma anche un investimento in termini di sicurezza della circolazione stradale e di minore impatto ambientale, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di riduzione dell’incidentalità e di abbassamento delle emissioni inquinanti fissati dall’Unione Europea”.

L’andamento attuale del mercato dei veicoli industriali in Italia – afferma Franco Fenoglio, Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE – nonostante le note difficoltà, conferma la forte sensibilità del settore ai problemi della sostenibilità, tanto più quando incoraggiata da provvedimenti mirati e strutturali. La conseguenza della rimodulazione del super-ammortamento sarà un’anticipazione della domanda di veicoli industriali nei prossimi mesi, con un inevitabile calo all’inizio del 2017 e un impatto non trascurabile. Ribadiamo la nostra richiesta affinché diventino strutturali o almeno pluriennali le misure di sostegno al settore dei veicoli industriali, nell’ambito di una rinnovata politica industriale dei trasporti non più dilazionabile. UNRAE invita, quindi, il Governo a ripristinare la quota del super-ammortamento al 140% anche per l’acquisizione di veicoli da parte delle imprese”.

 

Va sottolineato che il nostro parco circolante è uno dei più anziani d’Europa: il 51,7% delle autovetture circolanti in Italia, ad esempio, ha più di 10 anni, mentre gli autocarri merci e speciali con più di 10 anni superano il 60% del circolante a fine 2015. Investire in questo senso, quindi, non è solo un modo per implementare le vendite di veicoli industriali, ma anche migliorare la sicurezza sulle strade e la riduzione dell’impatto ambientale della circolazione, in linea con gli ambiziosi obiettivi ambientali fissati dai regolamenti comunitari.

 

Un altra iniziativa del Piano Industria 4.0 è la  costituzione di una cabina di regia che gestirà e coordinerà l’attuazione delle misure del piano. Si tratterà di un organismo pubblico-privato in cui oltre alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero delle Finanze, lo stesso Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, la Cassa Depositi e Prestiti e altri Dicasteri per i rispettivi settori di competenza, opereranno anche soggetti privati come Università e Politecnici, nonché rappresentanti del mondo economico e imprenditoriale, da Confindustria alle imprese di eccellenza presenti sul territorio.
Ma anche qui, manca sempre qualcosa, e lo sottolinea Franco Fenoglio nella nota stampa inviata ieri mattina: “notiamo che nella cabina di regia prevista dalla gestione del Piano non viene indicato il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che svolge un ruolo determinante nei rapporti con il mondo imprenditoriale della logistica e dei trasporti. Riteniamo indispensabile che esso venga considerato parte integrante della politica economica per lo sviluppo produttivo”.

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