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Infrastrutture

Il nuovo Canale di Panama è stato inaugurato: si aprono nuovi scenari marittimi

Scritto da

Federica Lugaresi

il 5 luglio 2016

Il 26 giugno scorso, è stato inaugurato il nuovo Canale di Panama il cui allargamento rappresenta un grande progetto di ridefinizione della geografia logistica mondiale, con nuove prospettive per il traffico di container

Le paratie delle nuove chiuse di Panama si sono schiuse davanti alla prima nave due anni dopo la data programmata per l’inaugurazione dell’espansione del canale centro-americano, e 102 anni dopo l’apertura del canale.

Il presidente della Canal Authority, Jorge Quijano, ha spiegato che i cantieri sono stati chiusi il 31 maggio, dopo alcuni test di navigazione  svolti con una petroliera, e parallelamente  ha anche inaugurato il nuovo centro che formerà piloti e equipaggi dei rimorchiatori, così da rendere perfettamente operativa la nuova struttura.

In una nota, il Gupc (Grupo unidos por el Canal) spiega che per ottenere la funzionalità completa del progetto, ha dovuto concludere con successo oltre duemila test ai due capi del canale, realizzare oltre trecento diverse ipotesi per il passaggio di una nave e attuare oltre centoventi azionamenti delle chiuse. Il consorzio sta anche attuando lavori legati all’impatto ambientale dell’opera, tra cui l’urbanizzazione, la realizzazione di aree verdi, la pittura di edifici, recinzioni e sistemi di protezione. Insomma,una grande opera a tutti gli effetti.

 Il nuovo Canale di Panama, infatti, sta già rivoluzionando il commercio marittimo consentendo il transito delle navi  Post-Panamax  – una tipologia di navi in cui rientrano le superpetroliere  e le navi portacontainer – e, cioè quelle che finora non potevano superare il sistema di chiuse a causa delle loro ingenti dimensioni.

Oggi quindi, l’attraversamento delle due Americhe sarà concesso anche ai cargo capaci di portare fino a 14mila container, triplicando di fatto la quantità di merci di passaggio lungo il canale. Le cosiddette Post-Panamax di cui sopra, potranno quindi ridisegnare le proprie rotte, riducendo tempi di consegna e consumo di carburante.

“Nel trasporto di container, il nuovo Canale di Panama permetterà il passaggio di navi fino a 13.600 teu, ossia tre volte più capienti di quelle attuali, mentre nel trasporto combustibili transiteranno non solo petroliere più grandi, ma anche navi per gas naturale liquefatto, aprendo quindi nuove prospettive per questo combustibile. L’Autorità stima che nel 2017 attraverseranno il Canale 360 milioni di tonnellate di merci”.

Si prenda in considerazione anche quest’altro dato:  “oggi  un container proveniente dall’Asia e diretto verso la parte orientale degli Stati Uniti, raggiunge un porto della costa occidentale (con circa dodici giorni di navigazione) e poi sale in treno, aggiungendo altri sei giorni per raggiungere la costa orientale dopo 18 giorni dalla partenza. Un tragitto esclusivamente navale attraverso Panama o viaggiando tramite Suez impiega 21 giorni”.
Sicuramente quindi l’attraversamento di  Panama aumenta la tempistica di tre giorni, ma il passaggio di navi più grandi riduce i costi unitari, poichè una nave trasporta il carico di numerosi treni, e per di più eliminando anche i costi di scarico/carico. La nuova rotta sarà quindi seguita, com già detto, in un primo tempo da navi che trasportano materie prime e prodotti agricoli e dalle cisterne con il gas naturale liquefatto, che finora- per ragioni di dimensioni – non potevano viaggiare sul vecchio canale.

 

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