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Furti TIR: ogni anno ne vengono rubati 2.053

Scritto da

Luca Barassi

il 19 aprile 2017

CAMPANIA, LOMBARDIA, SICILIA E PUGLIA LE REGIONI PIÙ A RISCHIO.  L’IMPORTANZA DELLA TELEMATICA SATELLITARE PER CONTRASTARE UNA CRIMINALITÀ SEMPRE PIÙ ORGANIZZATA E VIOLENTA

Spariscono 2.053 mezzi pesanti l’anno in Italia. Campania, Lombardia, Sicilia e Puglia le Regioni più a rischio. Ne vengono ritrovati il 50% di quelli rubati, percentuale che sale se il mezzo è protetto da dispositivi satellitari. Sono questi alcuni dati che emergono dal Dossier Autotrasporto, contenuto nella prossima edizione della Guida alla Sicurezza Stradale, promossa da VIASAT GROUP, azienda leader nella sicurezza satellitare.

LA RICERCA – Secondo gli ultimi dati disponibili della Polizia di Stato, relativi al 2016, si registrano in Italia 2.053 furti di TIR l’anno (171 al mese, più di 5 al giorno). Statistica in miglioramento, se pensiamo che nel 2015 i mezzi pesanti sottratti al legittimo proprietario erano stati poco più di 2.275, con un decremento del -9,76%.

La Campania è la regione più a rischio d’Italia con i suoi 367 furti consumati, segue la Lombardia con 289 e la Sicilia e la Puglia, entrambe con 247. Altre Regioni a rischio sono il Lazio (193 furti), Piemonte (123) e Emilia Romagna (104). In quasi tutte le Regioni si sono registrati percentuali di furti minori rispetto all’anno precedente. Fanno eccezione, in particolare, il Friuli Venezia Giulia (+133%), il Trentino Alto Adige (+100%), l’Abruzzo (+40,98%), la Campania (+31,54%).

Sul fronte dei recuperi, invece, in Italia vengono restituiti al legittimo proprietario 1.131 TIR, il 55% di quelli rubati (percentuale in linea con quella dell’anno precedente). La Regione più virtuosa è la Liguria dove si ritrovano più mezzi di quanti ne siano stati rubati (207%), segue il Piemonte (85%) e la Lombardia (81%). Male, invece, il Friuli Venezia Giulia con appena il 10% dei mezzi recuperati, l’Umbria (16%) l’Abruzzo (19%) e la Basilicata (21%).

COME CONTRASTARE IL FENOMENO – Dai dati ufficiali dell’Unione Europea, si evince che il furto di prodotti di alto valore e ad alto rischio, movimentati nelle catene logistiche di fornitura Europee, incide sull’aggravio dei costi aziendali per ben 8,2 miliardi di Euro all’anno. Oltre la metà dei crimini,  riguarda furti sui camion. Le merci che attirano maggiormente i ladri sono smartphone, tablet, valuta, prodotti elettronici, sigarette, farmaci, abbigliamento, metalli, cosmetici e prodotti alimentari. “Le minacce della criminalità organizzata – è il monito di TAPA, l’associazione internazionale per la protezione delle merci destinate al trasporto – stanno aumentando notevolmente e si manifestano in maniera sempre più violenta (abbordaggi, assalti armati, sequestro di autisti).

La soluzione a questo annoso problema c’è ed è a portata di tutti: la tecnologia satellitare.

“I dati statistici – si legge in una nota di Viasat Group – confermano l’efficacia dei dispositivi satellitari, rilevando uno scostamento sensibile nei confronti delle medie nazionali, sia in termini assoluti che percentuali: minor rischio furti e maggior numero di veicoli recuperati (il 90% del miglior dispositivo Viasat). Questi dati dovrebbero spingere il legislatore a iniziative più coraggiose e innovative, fino a rendere obbligatorio, per tutti i soggetti nazionali, l’adozione dei sistemi satellitari di gestione delle flotte”.

L’utilizzo di questi dispostivi, grazie alla possibilità di geolocalizzare il mezzo sempre e ovunque, consente anche di acquisire informazioni sulla missione, permettendo alle aziende di ottenere risultati importanti in termini di efficienza logistica, di abbattimento dei costi operativi e di miglioramento dei livelli di servizio.

“Il punto debole è ora unicamente culturale – commenta Domenico Petrone, Presidente VIASAT GROUP –. Bisogna comunicare e diffondere l’innovazione tecnologica, anche alle piccole aziende del nostro territorio, portando a conoscenza di queste realtà i vantaggi della telematica satellitare, a fronte di modesti investimenti, oltre a insegnare agli operatori del settore che il migliore utilizzo della tecnologia produrrebbe un vantaggio non solo per le aziende di trasporto italiane, ma più in generale per l’intero Paese”.

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