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Autotrasporto

Divieto di riposo in cabina: autotrasporto italiano a rischio in Francia?

Scritto da

Francesca Lugaresi

il 22 maggio 2014

Assotrasporti e Azione nel Trasporto Italiano hanno scritto al Governo italiano, al Governo francese e all’Unione Europea, per richiedere il loro urgente intervento in merito alla proposta di legge francese, in fase di approvazione, che vieta ai conducenti di effettuare il riposo settimanale a bordo dei veicoli, stabilendo una sanzione di 1 anno di reclusione e 30.000 euro di ammenda in capo alle aziende di autotrasporto operanti in Francia.
Da un lato, apprezziamo l’iniziativa coraggiosa della Francia, volta a risolvere gravi fenomeni quali il dumping sociale, la concorrenza estera sleale, la delocalizzazione abusiva delle imprese di autotrasporto e il cabotaggio illegale.
Tuttavia, riteniamo fondamentale segnalare i vizi di fondo e le lacune applicative che finiscono col rendere vano e per di più dannoso l’intervento legislativo francese.
Chiediamo in particolare maggiore tutela per l’impresa di autotrasporto nel caso in cui il conducente infranga il divieto e una più equa gradualizzazione della pena sulla base della reiterazione del reato. La proposta di legge rischia di essere un’iniziativa isolata e non conforme alla normativa europea, perché crea discriminazioni fra i trasportatori comunitari. Noi invece, in linea con la maggiore liberalizzazione del cabotaggio auspicata dalla Commissione Europea, siamo favorevoli all’apertura dei mercati in Europa e alla parità di trattamento dei trasportatori comunitari.
Chiediamo quindi con forza che l’Unione Europea verifichi la regolarità della nuova norma francese per garantire ai Paesi membri di competere alla pari nello spazio unico europeo del trasporto su strada.
Auspichiamo che l’Italia colga la grande occasione offerta dal semestre di presidenza europea (luglio dicembre 2014), per contribuire ad armonizzare la normativa comunitaria.
L’autotrasporto – per sua natura diverso rispetto alle altre categorie stanziali – comporta un continuo interscambio tra i Paesi europei ed extracomunitari. Trovando in Italia condizioni fiscali e contributive scarsamente competitive, le Aziende sono costrette a chiudere o a delocalizzarsi. Tuttavia, i veicoli stranieri che circolano sul territorio italiano usufruiscono di infrastrutture, strade e servizi, senza partecipare al versamento di contributi.
Per tali motivi, chiediamo che il Governo italiano trovi rapide soluzioni per equilibrare rispetto alla media europea la sfera fiscale e tutti i costi d’esercizio che incidono sulle Aziende di trasporti, ponendo le basi per la ripresa economica italiana ed europea.

Da Assotrasporti

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